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In fiamme il centro di accoglienza a Pescolanciano, Sacco: pronto a restituire la fascia tricolore

È accaduto tutto nella notte tra domenica e lunedì, un atto gravissimo da ricollegare – probabilmente – al clima di tensione dovuto all’opposizione dell’intera cittadinanza riguardo l’apertura di un centro di accoglienza per migranti posto lungo la strada provinciale che collega Pescolanciano ad Agnone. Proprio contro questa struttura si sono scagliati i malintenzionati che hanno appiccato il fuoco in una parte dello stabile dov’era già stata allestita una stanza da letto con materassi ed armadi.
I Carabinieri del Comando provinciale di Isernia stanno portando avanti le indagini sul gesto, ma non si esclude affatto la pista dolosa. Alcuni cittadini, tra cui lo stesso sindaco, nel cuore della notte hanno visto le fiammo uscire dalle finestre dello stabile ed hanno immediatamente lanciato l’allarme. Repentino l’intervento sul posto da parte dei Vigili del fuoco e Carabinieri con i quali lo stesso primo cittadino ha collaborato per ricostruire la vicenda. Intanto gli investigatori cercano di dare un volto agli autori del gesto.
Tanta la preoccupazione manifestata dal sindaco che sta seguendo l’evolversi della vicenda che ha contribuito ad accrescere la tensione in paese. Quanto accaduto, infatti, rappresenta il culmine di una serie di fatti verificatisi nei giorni scorsi e tutti sembrerebbero riconducibile all’accoglienza dei richiedenti asili. Come si ricorderà, la settimana scorsa Sacco aveva convocato un’assemblea pubblica proprio per discutere dell’arrivo dei migranti in paese, misura decisa dalla prefettura. I residenti hanno da subito ribadito la loro ferma contrarietà. Il clima ha continuato a surriscaldarsi nel corso dei giorni, animando un dibattito sempre più serrato e dai toni accesi. Il sindaco Sacco si dice pronto a riconsegnare la fascia tricolore se le autorità non si interesseranno della questione. Già in precedenza Sacco aveva annunciato la possibilità di forti azioni di protesta qualora il braccio di ferro con la prefettura fosse andato avanti, ora che in paese si è scatenata una vera psicosi, ribadisce la necessità di un intervento.
«Sono pieno di rabbia per quanto successo – spiega – e mi dissocio dall’accaduto, ma chiedo aiuto. La situazione in paese sta diventando sempre più critica. Il nostro ‘no’ all’arrivo dei richiedenti asilo lo abbiamo ribadito più volte, ma nessuno ci ascolta. Non mi sento tutelato: viviamo in un clima di terrore, tanto che ho intenzione di riconsegnare la fascia da sindaco al prefetto». Sacco ribadisce che la popolazione non ha un moto di razzismo nei confronti dei richiedenti asilo, ma «ha sollevato una serie di dubbi sull’opportunità di ospitare i migranti in quella struttura. Stiamo già facendo accoglienza – dice ancora – ci sono diverse famiglie extracomunitarie che sono integrate in paese, ma fare accoglienza in queste condizioni non è possibile. Qui si parla di quindici persone, ma chi dice che ne saranno solo quindici, per quello che so la struttura può arrivare ad ospitare numeri più alti».
Ieri mattina Sacco ha scritto anche al neo ministro dell’Interno al quale chiede aiuto per la risoluzione di questa situazione visto che Salvini si è sempre detto contrario all’accoglienza dei migranti in Italia.
Intanto è stato convocato per oggi a mezzogiorno un incontro in Prefettura in cui si discuterà proprio dell’apertura del centro a Pescolanciano.

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