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Isernia, parte la corsa contro il tempo per assicurare un aiuto agli ex Ittierre

Non c’è pace per gli ex lavoratori Ittierre. Centinaia di persone, rimaste fuori dal mondo del lavoro ormai 10 anni fa nonostante la loro grande professionalità, ora rischiano di dover subire anche una beffa causata da problemi burocratici non chiari. Gli ex dipendenti dell’azienda tessile di Pettoranello godranno di sicuro della mobilità in deroga solamente fino ai primi giorni di luglio, dopodiché ancora non è certo se avranno ancora una forma di sostegno. Era infatti stata stabilita una proroga della misura fino alla fine dell’anno, ma sembra proprio che manchi un atto formale propedeutico al via libera della mobilità per altri cinque mesi. Un cavillo, relativo alla comunicazione da inserire nel SIP, sistema informativo dei percettori di strumenti di tutela al reddito, cioè la modalità con cui vengono gestite le politiche del lavoro. Sono stati gli stessi ex lavoratori a scoprirlo chiedendo informazioni alla sede territoriale dell’Inps di Isernia. Una situazione che ha gettato ancora di più nella disperazione tante famiglie, intenzionate ad andare in fondo a questa storia.
Nelle scorse ore a farsi portavoce del loro malcontento è stata la consigliera regionale Filomena Calenda. L’esponente della Lega ha recepito le istanze degli ex dipendenti Ittierre e si è immediatamente attivata col governatore Donato Toma e l’assessore Luigi Mazzuto per mettere in atto tutti gli adempimenti burocratici necessari.
«A brevissimo, entro i primi giorni del mese di luglio scade loro la mobilità, per cui non avranno più alcun sostegno economico – ha dichiarato Calenda in una nota -. Comprendo le gravissime criticità e le paure e noi cercheremo di ridisegnare questo futuro incerto, per il bene dei molisani. Ho immediatamente contattato il presidente della Regione Toma che, sensibile ai temi delle politiche del lavoro, ha assicurato un’attenzione particolare alle problematiche dei lavoratori tutti, rimasti senza occupazione e che si ritrovano a dover affrontare anche problemi legati alla mobilità in scadenza e agli strumenti di sostegno al reddito. Con l’assessore Luigi Mazzuto abbiamo concordato le procedure da seguire per non lasciarli soli in questa fase delicata».
La consigliera Calenda ha assicurato che dalla prossima settimana prenderanno il via gli incontri con le varie parti sociali per risolvere tale criticità in tempi stretti, viste le imminenti scadenze.
«Sono oltre 1000 i lavoratori rimasti fuori dai processi produttivi – ha aggiunto -. In assenza di interventi specifici saranno senza più sostegno economico. Non possiamo permetterlo. Ci occuperemo nel contempo anche di tutti coloro per i quali non è previsto più alcun sostegno. Per loro bisogna individuare percorsi specifici di inserimento nel mondo lavorativo. Prima gli italiani, prima i molisani, non è e non sarà mai uno slogan. Ci crediamo e ci lavoreremo per il bene di tutti».
La posizione della Femca-Cisl
L’impegno assunto in queste ore da Filomena Calenda ha riportato in auge un tema sempre attuale, quello del dramma degli ex Ittierre. A tenere alta l’attenzione ci hanno pensato i sindacati, in prima linea in ogni occasione per assicurare ai tanti disoccupati dell’azienda quantomeno gli ammortizzatori sociali.
«Lodevole e condivisibile l’intervento dell’esponente del nuovo governo regionale – ha affermato Francesco Di Trocchio -, coordinatore territoriale di Isernia della Femca Cisl –, con la volontà di rimettere al centro del dibattito lo stato di disagio in cui versano centinaia di famiglie di lavoratori ex Ittierre. Colgo l’assist fornito per puntualizzare che in realtà la maggioranza di ex lavoratori ha terminato il beneficio degli ammortizzatori sociali ordinari e in deroga, per cui non si può non concordare sulla necessità di percorrere qualsiasi soluzione che possa dare tutele sociali a chi involontariamente ha perso il lavoro. Resta ancora più importante e lungimirante restituire dignità a un territorio largamente sofferente dal lato dell’occupazione, a seguito della caduta di una tra le più famose aziende tessili italiane. Bisogna creare nuove opportunità utilizzando il know-how esistente, agevolando l’insediamento di nuove start-up e sostenendo quelle poche già in attività. Un esempio è l’ammirevole e intraprendente ModaImpresa. Auguriamo al nuovo governo regionale di raggiungere risultati più lusinghieri su questo versante rispetto a chi li ha preceduti».
Valentina Ciarlante

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