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Area di crisi, primo ok alla copertura legislativa per gli ammortizzatori: poi toccherà alla Regione

Primo via libera alla Camera, all’unanimità. Manca il sì del Senato, poi la proroga degli ammortizzatori sociali per le aziende situate in aree di crisi complessa sarà legge.
Ieri Montecitorio ha approvato all’unanimità la conversione in legge del decreto 44 del 9 maggio 2018 che reca misure urgenti per l’ulteriore finanziamento degli interventi di cui all’articolo 1, comma 139, della legge 205 del 27 dicembre 2017, nonché per il completamento dei piani di nuova industrializzazione, di recupero o di tenuta occupazionale relativi a crisi aziendali.
Il provvedimento riguarda in Molise principalmente i circa 270 addetti della Gam (in attesa del rilancio definito nell’accordo del 2017 con il gruppo Amadori), la cui cassa integrazione straordinaria scade il 4 novembre e che quindi può essere protratta per un altro anno. Un adempimento formale, visto che c’era già il decreto e quindi l’intenzione politica di prorogare cassa integrazione e mobilità nelle aree di crisi. Per quanto riguarda l’azienda avicola di Bojano, una volta che il ddl diventerà legge, la Regione dovrà approvare gli atti di sua competenza per rendere concreta la proroga. In particolare, c’è bisogno di prorogare anche il contratto di fitto di ramo d’azienda con Solagrital, in virtù del quale i dipendenti sono ‘in carico’ alla Gam, e di coprire con risorse regionali la quota di Tfr spettante alla società partecipata, che essendo in concordato non può provvedere autonomamente. In totale si tratterà di uno stanziamento di circa 700mila euro.
A dare notizia dell’approvazione della proroga degli ammortizzatori per le aree di crisi, il consigliere dei 5 Stelle Antonio Federico. Sottolineando che si tratta di una buona notizia perché «almeno si mette in sicurezza il reddito dei lavoratori».
Resta fuori dall’operatività di questo provvedimento il caso degli ex dipendenti Ittierre, perché per loro gli ammortizzatori (la mobilità) sono scaduti e non possono quindi essere prorogati. «Una condizione drammatica – commenta il segretario organizzativo della Cgil Molise Franco Spina – a cui va trovata una via d’uscita».
r.i.

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