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Il Pd prepara l’assemblea: direttorio fino alle primarie

Il Pd prepara l’assemblea: direttorio fino alle primarie

Un ‘direttorio’ lo chiamano così gli esponenti della minoranza dem. «Coordinamento è meglio», ribattono dalla maggioranza del partito.
Il congresso, in autunno, ridisegnerà la geografia interna. Intanto le anime del Pd continuano a darsi battaglia anche dal punto di vista lessicale.
Domani è in programma l’assemblea regionale. La prima riunione – a parte quelle della segreteria – dopo le due sconfitte consecutive (alle regionali e alle politiche). La proposta con cui si presenterà Micaela Fanelli (consigliera regionale e segretaria dimissionaria ma ancora al timone perché poi il passo indietro è stato congelato perché incombevano le regionali) è quella di un organo collegiale che traghetti il partito fino alle primarie che si dovrebbero svolgere a settembre o ottobre. Due o tre nomi per ogni federazione. Del ‘direttorio’, stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni, dovrebbero far parte innanzitutto i segretari di federazione. Quindi Pasquale Marcantonio (Termoli), Pietro Maio (Campobasso) e Lorenzo Coia (Isernia). E poi un altro nome, o due, per ogni federazione. Per quella di Campobasso si parla di Luca Iosue (responsabile Organizzazione e braccio destro di Fanelli) e della vice sindaca del capoluogo Bibiana Chierchia. Per Termoli circola l’ipotesi di Laura Venittelli, presidente dell’assemblea ed ex deputata, e per Isernia quella di Carlo Veneziale, ex assessore regionale e candidato presidente del centrosinistra il 22 aprile. In entrambi i casi, però, si tratterebbe di due potenziali aspiranti alla carica di segretario, quindi due potenziali competitor delle prossime primarie. Una regola non scritta, ma che si vorrebbe seguire, è quella di tenere fuori dal coordinamento chi ha intenzione di proporsi per guidare il Pd. Quindi Veneziale e Venittelli potrebbero non farne parte, non direttamente comunque.
Numerosi i volti nuovi nell’assemblea di domani. I componenti che hanno lasciato i dem per Leu hanno lasciato il posto ad altri. I nomi sono stati scelti ‘scorrendo’ l’ordine della graduatoria risalente alle primarie scorse.
Un banco di prova importante per la futura classe dirigente dem sarà di sicuro il test delle europee nel 2019 e le comunali che vedranno al voto il capoluogo Campobasso.
Sull’altro fronte, il centrodestra, circolano già indiscrezioni sui papabili per la corsa a Bruxelles. Per la Lega, per esempio, alcune indiscrezioni trapelate nelle ultime ore accreditano una probabile candidatura del coordinatore Luigi Mazzuto. Vicinissimo a Salvini, certo. Ma adesso è assessore regionale al Lavoro. Per ora, quindi, è solo una voce.
ppm

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