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Rebus Pd: unità sui traghettatori, gestione a Venittelli o commissario

Volemose bene… talmente improbabile da diventare impossibile. Mettiamoci d’accordo: questa una mediazione più verosimile trattandosi del Pd
Doppio tracollo elettorale, alle politiche e alle regionali. Oggi la resa dei conti nel partito molisano. Al Dopolavoro ferroviario un’assemblea per la prima volta aperta anche a chi non è componente dell’organismo: tesserati vecchi e nuovi potranno entrare. Già circolano, però, mugugni. Qualcuno sarebbe pronto, in apertura dei lavori, a chiedere di chiudere le porte.
Sarebbe già un brutto modo di cominciare. La segretaria Micaela Fanelli si presenta dimissionaria. Qualcun altro porterà i dem al congresso. Le primarie potrebbero tenersi in autunno o a febbraio, il periodo dovrà essere lo stesso di quelle nazionali. Tutti, o quasi, sono d’accordo a costituire un organismo collegiale: garanzie per tutte le anime, anime agitate dopo lo schiaffo ricevuto dalle urne. Ma da chi deve essere composto il ‘direttorio’ e da quante persone? Si rischia di duplicare l’assemblea. Dopo le prime ipotesi, 6 o 9 componenti (due o tre per ogni federazione compresi i segretari), la platea si è allargata ai presidenti delle Province (Coia sarebbe già dentro come segretario di federazione, quindi c’è da aggiungere Battista) e ai consiglieri regionali: Fanelli e Vittorino Facciolla, unici eletti del centrosinistra in Regione.
L’ex assessore all’Agricoltura punta a un organismo in cui, spiega, conti anche il peso specifico (politico ed elettorale) dei componenti: garantire tutti per Facciolla non significa che tutti sono uguali sulla bilancia degli equilibri interni. Insomma, uno non vale uno.
Carlo Veneziale, candidato presidente e ora fuori da Palazzo D’Aimmo, si dichiara disponibile a far parte del coordinamento che traghetterà il Pd fino al congresso. Di lui si parla da settimane come candidato segretario. I segnali e gli indizi ci sono.
Fin qui, la fisiologia. Ma non proprio sotto la cenere cova un malcontento che ha molti destinatari. La minoranza che fa capo all’ex senatore Ruta, dopo la parentesi con un piede fuori dal partito e l’altro in Ulivo 2.0 quindi molto vicino alle posizioni di LeU, torna a farsi sentire. sarà interessante stamattina ascoltare gli interventi di alcuni esponenti dell’anima Ulivo 2.0. Lui, Ruta, ha fatto sapere a qualcuno che non ci sarà. Pare avesse chiesto agli ambasciatori di Fanelli l’azzeramento di tutto il quadro dirigente. Un direttorio con donne o uomini dell’ex segretaria e dell’ex assessore Facciolla è proprio quello che non voleva.
Ci sarà, invece, l’ex governatore Paolo Frattura. Nei giorni scorsi ha dichiarato che parlerà. Ma da qui a partecipare con Facciolla e Fanelli all’operazione traghettamento ce ne corre. Vedremo.
E poi c’è la presidente dell’assemblea Laura Venittelli. Se non si raggiungesse alcun accordo sulla reggenza toccherebbe a lei gestire il partito come è stato per Orfini quando Renzi si è dimesso. In quel caso, però, subito dopo l’assemblea ha eletto reggente il vicesegretario Martina. In Molise Fanelli non ha vicesegretario. Quindi, gestirebbe Venittelli fino al congresso. O, alcuni lo dicono apertamente, arriverebbe un commissario da Roma.

r.i.

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