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Molise pride, voto dei 5 stelle decisivo, «ma non siamo la stampella del Pd»

Il patrocinio al Molise Pride è stato concesso dalla Commissione sul filo di lana: 3 voti favorevoli (Viola, Sanginario del Pd, e Felice del M5s) 2 contrari (Tramontano e Cancellario di Laboratorio civico) e un astenuto (Di Renzo del Molise di Tutto). A conti fatti il ‘sì’ decisivo è stato quello dei 5 stelle che, nei corridoi di Palazzo San Giorgio, sono stati accusati dall’altra ala dell’opposizione di essere diventati la stampella del Pd. Un attacco che i pentastellati rispediscono al mittente. «Campobasso Città per Tutti – ricordano i grillini – era questo l’incipit del nostro programma elettorale, quello della quarta stella relativa alle tematiche attinenti al sociale. La richiesta di patrocinio pervenuta al Comune di Campobasso dall’ArciGay Molise, per la manifestazione MolisePride, ha aperto un dibattito acceso che ha portato il M5S a votare concedendo il patrocinio per il significato che riveste la manifestazione che vuole aprire un dibattito sulle numerose richieste di aiuto (circa 800 all’anno) pervenute dal territorio molisano al numero Verde Gay Help Line e creare sensibilizzazione sul contrasto all’omotransfobia, colmando un vuoto d’azione da parte delle istituzioni a tutti i livelli.
L’occasione poteva essere utilizzata per approfondire il tema del “genere” e quindi della percezione che ciascuno ha di sé in quanto maschio o femmina e del sistema socialmente costruito intorno a quella stessa identità.
Parlare dell’identità sessuale infatti implica una realtà a più dimensioni, che non smette di specificarsi e definirsi – dalla nascita all’età adulta – e che comprende diversi livelli quali il sesso biologico, l’identità di genere, il ruolo di genere e l’orientamento sessuale. Tutti temi di cui oggi si parla sempre più spesso, da un lato grazie al lavoro di sensibilizzazione e lotta per i diritti civili degli attivisti della comunità lgbt; dall’altro perché in molti ambiti – primo fra tutti quello legislativo – la società non si è ancora adattata a ciò che sappiamo sulle differenze di genere.
Invece si è dovuto assistere ad uno spettacolo poco edificante, caratterizzato da facili ironie, con l’unico scopo di creare ilarità – tipico atteggiamento del pregiudizio degli eterosessuali contro i gay. Siamo convinti che le sterili polemiche ascoltate durante la Commissione Cultura di giovedì non troveranno riscontro nell’accoglienza che Campobasso saprà riservare al MolisePride del 28 luglio prossimo.
Rispediamo inoltre al mittente l’accusa di essere costola della sinistra e ci meravigliamo del fatto che dopo 4 anni di ferrea opposizione, portata avanti dal M5S, entrando nel merito di ogni singola questione ed esprimendo sempre una posizione, non si è ancora compreso che non ci nascondiamo dietro cavilli e regolamenti né tantomeno in steccati ideologici di antica memoria».
«Voglio ringraziare la collega Paola Felice – ha infine aggiunto Luca Praitano che ha ancghe evidenziato come «l’errore più comune che troppo spesso si commette in politica è di modificare la propria posizione per inseguire il consenso. Il giudizio su questo centrosinistra non può che confermarsi: se fai accozzaglie per vincere le elezioni è normale che la “confusione” su certe idee regni sovrana.
Addurre poi giustificazioni di carattere regolamentare per opporsi, piuttosto che manifestare apertamente la propria contrarietà per ragioni politiche, è la dimostrazione di come si voglia sempre tenere due piedi in una scarpa, altra abitudine che non apprezzo affatto, da qualunque parte venga».

 

Molise Pride, prime ripercussioni in maggioranza: Ambrosio si dimette dalle Commissioni

Per il momento non ha ancora lasciato la maggioranza, ma l’ok della Commissione Cultura sul patrocinio del Comune al Molise Pride del 28 luglio ha comunque lasciato degli strascichi in casa Udc.
Il capogruppo del partito di Cesa a Palazzo San Giorgio, Michele Ambrosio, si è infatti dimesso dalle Commissione Urbanistica e Statuto. Una decisione ufficializzata ieri mattina nel corso dell’assise civica, che potrebbe essere solo il preludio di un addio definitivo alla maggioranza targata centrosinistra.
«Si è scritta una pagina buia per la città – ha tuonato Ambrosio – il sindaco Battista e due consiglieri hanno deciso per nome e per conto dell’intera città di dare un patrocinio inconcepibile che non rientra in nessuno dei principi ispiratori di tale riconoscimento. La manifestazione, che mi auguro venga impedita dal prefetto, non ha nessun valore culturale, sociale, educativo e di prestigio cittadino, come previsto per tale attestazione. È una manifestazione divisiva e provocatoria. Ormai viviamo in una città in abbandono anche sotto il profilo etico. Per evidenziare il mio totale dissenso ho abbandonato le commissioni in cui sono componente, riservandomi altre decisioni».

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