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Termoli, i No Tunnel bussano alla porta di Toma: chiesto incontro sulla variante

Termoli, i No Tunnel bussano alla porta di Toma: chiesto incontro sulla variante

Com’era emerso nel corso dell’assemblea pubblica convocata dai Comitati No Tunnel, dello scorso lunedì nel cortile del Sacro Cuore, c’è grande attesa per le decisioni che saranno assunte al Consiglio regionale del Molise e prim’ancora nella giunta di Palazzo Vitale, sulla variante al Prg propedeutica alla realizzazione del piano di riqualificazione del centro storico.
Per questo, è stata inoltrata lo scorso 4 luglio una richiesta di incontro urgente al presidente della Regione Donato Toma, per conoscere la condotta che intende seguire circa il procedimento di Variante parziale al Prg di Termoli n.1/2018, adottata in Consiglio Comunale il 19 aprile e pubblicata il 23.
«Come tutti sappiamo, questa variante si è resa necessaria per portare avanti il famigerato progetto di “riqualificazione urbana” che tanta parte della popolazione aborre, contro il quale si lotta senza sosta da quasi tre anni.
Dopo le irritualità e irregolarità ormai senza più numero che hanno contraddistinto questo progetto, altrimenti noto come “Grande Scempio”, anche le modalità con le quali sta procedendo questa variante sono connotate da caratteristiche peculiari. Gli atti di questa modifica al PRG avrebbero già da tempo essere trasmessi alla Regione: essa infatti è stata adottata ai sensi del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 che sancisce il termine perentorio di novanta giorni nel quale la Regione Molise può esprimere il “diniego” in assenza del quale la variante si intende approvata.
Ma sembra proprio che in Regione non sia arrivata ombra di documenti.
Temiamo dunque questi atti non verranno mai trasmessi, scavalcando così le competenze che secondo l’art n. 2 della legge regionale 7/1973 spettano tassativamente al Consiglio Regionale, e continuando nel testardo tentativo di abbreviare i tempi ed evitare complicazioni.
In tutta questa storia ben poche sono le affermazioni e le decisioni che abbiano una sia pur vaga regolarità formale o sostanziale, ed è legittimo temere che si voglia scavalcare il potere della Regione in materia di urbanistica, e considerare unilateralmente concluso il procedimento di variante.
Ci aspettiamo dunque che il Presidente Toma convochi al più presto i rappresentanti del Coordinamento No Tunnel e si riappropri delle competenze che gli spettano per legge: è dovere dell’ente che presiede esaminare le modifiche urbanistiche e verificare la correttezza delle procedure in un settore così delicato e centrale, avendo per obiettivo un governo sostenibile e attento del territorio.
Dopo anni di inerzia, o peggio di aperto sostegno, nei confronti di un progetto sciagurato che mette a rischio storia, archeologia, memoria collettiva e paesaggio, è davvero ora che la Regione riassuma il suo ruolo di programmazione e tutela urbanistica, e ripensi attentamente le gravissime conseguenze insite nella variante parziale approvata dal Comune di Termoli. La vicenda del tunnel e annessi porta con sé tali e tante problematiche, un tale carico di coinvolgimento civico, una tale forza di opposizione che non potrà non avere gravi riflessi sulle prossime elezioni, e su coloro che direttamente o indirettamente non hanno voluto vedere e ascoltare la legittima contrarietà di tanti cittadini, e si sono rifiutati di dar loro voce attraverso il referendum».

Lettera al governatore «Vogliamo scongiurare una conclusione dell’iter decisa in modo unilaterale»

Gentilissimo Presidente,
le scriviamo in merito alla Variante parziale al Prg di Termoli n. 1/2018 al PRG, adottata dal Consiglio comunale del 19 aprile 2018 e pubblicata il 23 dello stesso mese.
Tale Variante si è resa necessaria per consentire la realizzazione del progetto concernente la “Realizzazione di un sistema integrato per la viabilità e mobilità sostenibile del Comune di Termoli” (comunemente conosciuto come progetto Tunnel).
In realtà si tratta di un progetto devastante a livello storico, archeologico, paesaggistico, monumentale e urbanistico. Un progetto avversato dalla gran parte della popolazione termolese, che si è resa conto della perdita irrimediabile a cui la comunità va incontro nel consentire una sconvolgente e irreversibile speculazione sull’area più bella e pregiata di Termoli (fatta eccezione del Borgo Antico).
A questo punto del procedimento si è arrivati dopo che il Consiglio dei Ministri uscente resuscitava un progetto ormai bocciato, in maniera del tutto inaspettata, capovolgendo l’opposizione del Ministro dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, in contraddizione con i verbali delle riunioni di coordinamento istruttorio tenutesi presso il Dipartimento Amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Un procedimento zeppo di irregolarità abbastanza gravi che Lei certamente già conosce anche perché le è stato trasmesso un documentato esposto dai Consiglieri di minoranza del Comune di Termoli.
L’Amministrazione Comunale di Termoli ha fatto della realizzazione di questo progetto lo scopo pressoché unico di tutta la sua azione amministrativa. Lungo tutto l’iter il sindaco di Termoli è stato assiduamente spalleggiato dal presidente uscente Paolo di Laura Frattura che è intervenuto a tutte le riunioni delle conferenze di servizi e partecipato a quelle presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La Variante parziale al Prg di Termoli è stata adottata ai sensi del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 che sancisce il termine perentorio di novanta giorni nel quale la Regione Molise può esprimere il “diniego” in assenza del quale la variante si intende approvata.
A tale proposito ci risulta che il Comune di Termoli non ha ancora trasmesso gli atti relativi alla suddetta variante.
Il sospetto è che questi atti non verranno mai trasmessi, scavalcando quelle che sono le competenze che secondo l’art n. 2 della legge regionale 7/1973 spettano tassativamente al Consiglio Regionale.
Infatti nella Determinazione Conclusiva della Conferenza di Servizi Decisoria del 30 marzo 2018 si legge che “per esplicita previsione legislativa (art. 4, della legge regionale 22/05/1973, n.7, come sostituito dall’art. 1 della legge regionale 24/06/2011, n. 10) proprio relativamente alle conferenze di servizi volte alla valutazione di interventi che, ai sensi della vigente normativa, comportano varianti agli strumenti urbanistici, l’atto di assenso del Rappresentante Unico regionale, espresso in seno alla conferenza di servizi, ex art. 1 della richiamata L.R. n. 10/2011, tiene luogo degli atti dell’amministrazione regionale;”
Nel punto citato si sostiene che – una volta raccolta la ratifica del PRG da parte del consiglio comunale – la delibera non necessita di un successivo passaggio presso il consiglio regionale ai fini dell’approvazione definitiva; basterebbe l’assenso al progetto dato in conferenza decisoria dal Rappresentante Unico regionale.
Anche se questa affermazione è priva di fondamento giuridico e anche se va rilevato che in seguito alla Delibera del Consiglio dei Ministri siamo di fronte a un progetto modificato dopo che la Conferenza di Servizi ha cessato di esistere, non vorremmo trovarci di fronte ad una conclusione unilaterale del procedimento di variante del Comune di Termoli.
Tutto questo va assolutamente evitato. La Regione deve riappropriarsi dei suoi poteri in materia di urbanistica e lei che è al governo della Regione dovrebbe agire tempestivamente per arginare questa manovra. Per sapere dalla sua voce come intende intervenire in proposito le chiediamo un incontro più che urgente dati i tempi ristretti a disposizione. Sappiamo che questo significa sottrarre del tempo prezioso ai suoi numerosi impegni, ma anche lei deve sapere che a Termoli la questione è molto sentita, tanto che i responsabili di quello che i cittadini di Termoli oramai chiamano “il grande scempio” saranno severamente puniti alle prossime elezioni comunali per responsabilità diretto o indiretta. Sicuri del recepimento della nostra richiesta porgiamo cordiali saluti.

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