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Da tecnica di prigionia ad arte sensuale, tutti i segreti dello Shibari

Tre giorni di eventi a diretto contatto con la natura per arricchire lo spirito e la mente attraverso musica, arte e spettacolo e per conoscere più a fondo una pratica accattivante dal fascino orientale: sta per partire a Campobasso la seconda edizione dello “Shibari freak camp”, la tre giorni di eventi organizzata da Vincenzo Cianciullo, esperto numero uno in Molise dell’antica ‘arte delle corde’, in collaborazione con Angela Del Gesso, presidente del Circolo Letterario Beatnik, Vinz Magari responsabile delle attività olistiche e Miki Tommy scenografo e responsabile dell’allestimento. La manifestazione, che vede inoltre la collaborazione di Marco Pupillo e Vincenzo Messina, si svolgerà dal 31 agosto al 2 settembre nel cuore di Bosco Faiete.
Ma che cos’è esattamente lo shibari? «Lo shibari o kinbaku è un’arte giapponese che richiede l’utilizzo di corde per ricreare immagini sospese, piacevolmente armoniche e non dolorose, dei corpi femminili e maschili – spiega Vincenzo Cianciullo che aggiunge – questo tipo di pratica nasce tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento da un’idea di Itoh Seiu, artista giapponese dell’epoca, che ha trasferito e affinato questo tipo di tecnica nel settore incisorio e fotografico.
Prima ancora inizia ad essere utilizzate nei contesti teatrali dove assume una connotazione artistica.
Ma la tecnica veniva utilizzata ancor prima durante la guerra: i nodi servivano ad immobilizzare e tenere prigionieri i propri nemici.
Solo in seguito il fondatore gli conferisce un aspetto sensuale ed inizia ad utilizzare la pratica anche per ricreare immagini erotiche. Nell’epoca contemporanea lo shibari approda negli USA, dove però assume un carattere più simile al bondage, legato alla perversione e alla sottomissione, mentre in Europa trova un feeling di natura artistico-meditativa accostandosi maggiormente ad attività olistiche quali ad esempio lo yoga».
Il materiale più utilizzato per tenere in sospeso le modelle, che si prestano con grande entusiasmo a questa pratica inusuale ma dal grande fascino estetico ed empatico (si dice che lo shibari procuri piacere a chi lega, a chi è legato e anche a chi osserva ndr), sono perlopiù lo juta, la canapa e il lino.
È importante inoltre non improvvisarsi esperti in materia poiché un nodo fatto male e con superficialità può danneggiare le articolazioni delle modelle o addirittura farle cadere. A tal proposito i più curiosi quest’anno potranno inoltre cimentarsi nella pratica seguendo le lezioni e i consigli dei più bravi rigger (maestri dei nodi) in circolazione, ospiti d’eccezione dell’evento.
A differenza della prima edizione, infatti, il freak camp di quest’anno non riguarderà solo lo shibari.
«Quest’anno abbiamo deciso di arricchire l’evento utilizzando principalmente tre canali comunicativi – spiega Angela Del Gesso presidente del circolo letterario Beatnik– il primo riguarda la possibilità di svolgere una serie di attività olistiche, il secondo vedrà protagonista la musica attraverso concerti e dj set di artisti locali e nazionali senza tralasciare, ovviamente, le splendide performance legate all’arte dello shibari».
Mattina e pomeriggio dunque saranno dedicate allo sport, ai massaggi e alla meditazione, accompagnate da workshop (rebirthing, ossia meditazione con il respiro, corso di panificazione per imparare a fare il pane di canapa e un corso di shibari per principianti), giocoleria, trekking e mercatino dell’artigianato.
La sera invece, dalle 18 in poi, ampio spazio sarà dedicato alla musica e ai concerti live.
Le performance saranno a cura di artisti di fama nazionale ed internazionali come Red Lily, Glü Wür, MaestroBD, Vincenzo Gufo Suppa, Ishara Gabri che si esibiranno in sinergia con i musicisti.
A scandire il tempo del viaggio i mantra mistici di Lili Refrain e degli Hurtz, i ritmi ossessivi di Luigi Contenti, l’ambient di Kein, l’arpa celtica di Luciana Patullo, la musica psichedelica di Michele Di Ioia e l’elettronica analogica di Mario Petrecca.
A curare nei dettagli l’allestimento della location per rendere l’atmosfera dell’evento ancor più unica e fedele al tema di quest’anno (rituale) ci ha pensato invece Miki Tommy. Lo scenografo campobassano ha infatti riadattato il palco trasformandolo in un altare di pietra. Per lo spazio olistico (massaggi hot stone, thai e toksan, ossia con scalpello in legno e martello) le zone dedicate sono state definite da tende per consentire privacy e relax ai partecipanti.
Un evento, dunque, saturo di iniziative che spaziano dai massaggi allo sport, alla natura fino allo svago senza tralasciare la musica e l’affascinante e misteriosa arte dello shibari.
Nell’area è presente la zona camping attrezzata, con bagni e docce, la bbq zone, un’area no stop food & drink e la zona palco.
Per info e costi di partecipazione è possibile contattare gli organizzatori attraverso la pagina ufficiale facebook o recandosi presso il circolo letterario Beatnik di Campobasso.

SL

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