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Stop al bando periferie: Campobasso perde 18 milioni di euro, Isernia 10

Probabilmente la tanto attesa riqualificazione del Mercato coperto di Campobasso non verrà mai realizzata, o almeno non entro il 2019 come annunciato dall’amministrazione Battista. Con un emendamento al decreto Milleproroghe il governo gialloverde ha infatti congelato il bando Periferie finanziato dalla squadra Renzi- Gentiloni. Lo stop è arrivato martedì in Senato e a settembre il decreto approderà alla Camera. Addio dunque, almeno per il momento, ai 18 milioni concessi al Comune di Campobasso per gli interventi di restyling della collina Monforte e della zona di Selvapiana.
Un piano su cui aveva puntato tutto l’amministrazione di Palazzo San Giorgio prevedendo 8 distinti interventi di riqualificazione di un’area da troppo tempo ‘dimenticata’. Il progetto più importante riguardava certamente la riqualificazione del Mercato coperto di via Monforte, ricalcando il modello delle città europee come Barcellona e Budapest. Ma non solo. Il programma prevedeva anche un percorso ciclopedonale attorno allo stadio Selvapina, il recupero dell’ex mattatoio di via Garibaldi e interventi sulla rete fognaria e viaria. Nuova vita anche per la scuola ‘Notte’ che, in accordo con l’Assessorato alle Politiche sociali, avrebbe dovuto ospitare la Città dei ragazzi che attualmente si trova in via Muricchio e una scuola di cucina.
Un programma che ora resterà solo su carta e che ha scatenato l’ira del Pd e di numerosi sindaci italiani. Sulle barricate pure il primo cittadino di Campobasso Antonio Battista e il sindaco di Isernia Giacomo D’Apollonio.
«Inaccettabile oltre che incomprensibile – hanno scritto in una nota congiunta – la notizia della sospensione dei finanziamenti per il Bando delle Periferie Urbane votata ieri al Senato della Repubblica. L’approvando provvedimento di legge penalizza la città di Campobasso – finanziata per 18 milioni di euro – e la città di Isernia finanziata per oltre 10 milioni di euro. Una scelta gravissima che danneggia pesantemente le due realtà, ma anche tutto il Molise. Dal recupero, ricucitura e riqualificazione dei quartieri interessati, tra gli obiettivi del Bando, sarebbero scaturiti posti di lavoro e servizi. Da qui l’appello a tutte le autorità, al Governo, e ai parlamentari affinché i programmi e i progetti non vengano definitivamente bloccati, progetti che possono cambiare in meglio la vita di Campobasso e Isernia».
«Sconcertata» anche l’assessora all’Urbanistica di Palazzo San Giorgio Bibiana Chierchia: «Non capisco quale sia la ratio di questo provvedimento, tutto il lavoro fatto in questi ultimi due anni da Governo e Amministrazioni non può essere cancellato con un colpo di spugna. Alcuno Comuni hanno già appaltato i lavori. Noi abbiamo i progetti esecutivi di 3 degli 8 interventi previsti e gli altri 5 sarebbero stati pronti entro il 15 settembre, come il cronoprogramma del governo ci aveva suggerito. Evidentemente – la stoccata a Lega e 5 Stelle – hanno deciso che lo sviluppo delle città non è un obiettivo primario. Così si torna indietro di 10 anni».
Intanto l’Anci promette battaglia: «Nel Milleproroghe si coglie un segnale positivo, con la procedura per sbloccare gli avanzi di amministrazione – evidenzia il presidente Antonio Decaro – ma la sospensione del bando periferie è preoccupante. Ci sono Comuni che hanno avviato attività di progettazione o addirittura le gare. Dal governo pretendiamo chiarezza. Siamo pronti a una diffida nei confronti di Palazzo Chigi».

A Isernia ‘congelati’ 10 milioni

Oltre dieci milioni di euro destinati a cambiare il volto di Isernia e contribuire a rilanciare l’economia cittadina messa in ginocchio da una crisi che da anni non concede tregua. Una doccia fredda anche per il capoluogo pentro l’emendamento del decreto Milleproroghe che prevede il rinvio al 2020 dei finanziamenti per il Bando delle periferie, firmato nel dicembre dello scorso anno con l’allora presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
Nel provvedimento approvato l’altro ieri al Senato e che aspetta il via libera della Camera in autunno si congelano per due anni i finanziamenti destinati a 96 tra città e aree metropolitane per trasferirli ad un altra cassa.
«Una mazzata». Questo il commento a caldo del sindaco di Isernia Giacomo d’Apollonio. «Comprendo che il nuovo governo, insediatosi da poco, abbia bisogno di un momento di riflessione – ha spiegato –. Ma fermare tutto per due anni è eccessivo. Al momento non c’è ancora nulla di definitivo e si spera che possa esserci un passo indietro rispetto all’emendamento approvato in Senato. Secondo noi è davvero inaccettabile pensare di dover fermare per due anni un iter avviato da tempo. Come gli altri Comuni, abbiamo assunto degli impegni che stiamo portando avanti secondo un cronoprogramma già definito».
Diciotto i progetti messi nero su bianco per riqualificare le aree periferiche del capoluogo pentro, ma anche relativi ad interventi sull’auditorium e l’Acqua Solfurea. Non solo. Ampio spazio è stato rivolto anche a iniziative di carattere sociale.
«Rinunciare in questo momento a tali risorse – ha detto ancora il primo cittadino – sarebbe un sacrificio troppo grande. Si tratta di finanziamenti importanti anche per la creazione di nuovi posti di lavoro e, quindi, per rimettere in moto l’economia della nostra città».
Una notizia, quella del congelamento dei fondi, che sta dando vita in queste ore a una vera e propria rivolta da parte dei sindaci di tutta Italia, che contavano su questi finanziamenti.
«Penso che tutti noi amministratori – ha auspicato il sindaco di Isernia – dovremmo fare fronte comune per scongiurare il congelamento delle risorse ed è necessario farlo per difendere gli interessi delle nostre comunità. In questo momento anche il rinvio di due anni rappresenterebbe un contraccolpo negativo che ci costringerebbe a sospendere attività che non è possibile fermare. Credo che questa sia una battaglia comune che va combattuta al di là dei colori politici, a tutela del territorio. Per questo – ha concluso – chiederemo anche alla Regione una presa di posizione».
Deborah Di Vincenzo

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