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Nomine, tempo scaduto per il Consiglio: ora tocca al presidente

Nomine, tempo scaduto per il Consiglio: ora tocca al presidente

L’infornata di nomine, la prima della nuova amministrazione regionale, non la farà l’Aula di Palazzo D’Aimmo.
Scadono il 3 ottobre i termini stabiliti dalla legge 16/2002, la norma quadro che regola le nomine negli enti subregionali. Per provvedere all’elezione di componenti di Cda e collegi, il Consiglio ha tempo fino a mercoledì. Però ormai è chiaro che non si farà in tempo: l’Assise non è stata convocata, sarà in seduta domani ma per trattare un unico argomento: la sicurezza scolastica. E proprio domani scattano i poteri sostitutivi del presidente dell’Assemblea.
«Nei casi in cui il Consiglio regionale non proceda alle nomine o designazioni – stabilisce la legge 16 – almeno tre giorni prima della scadenza del termine di proroga, la relativa competenza è trasferita al suo presidente, il quale deve comunque esercitarla entro il termine medesimo».
Come accadde all’inizio del mandato di Frattura, quando fu Vincenzo Niro a dover esercitare i poteri sostitutivi – ora tocca a Salvatore Micone. Da domani dovrà avviare la procedura con la richiesta ai gruppi consiliari di far pervenire le proposte per i consigli di amministrazione, i collegi e tutti gli organi da rinnovare. Poi provvederà con proprio provvedimento rispettando anche il criterio della rappresentanza fra maggioranza e minoranze.
Cinque anni fa ci furono vere e proprie ‘consultazioni’ e poi la ‘processione’ di designati in via IV Novembre per la verifica del possesso dei requisiti e l’accettazione.
Tra gli enti da rinnovare ci sono Molise Acque e Corecom, la Commissione Pari opportunità.
Gli avvisi per presentare le manifestazioni di interesse (16 in totale) sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale del 1 agosto, scadenza fissata al 31 agosto.
Per avere l’elenco delle candidature pervenute i 5 Stelle hanno chiesto l’accesso agli atti. Elenco ottenuto, riservato invece il curriculum: potevano visionarlo ma non averne copia.
Anche se non avverrà con l’elezione in Aula, quello delle nomine è il primo banco di prova per gli equilibri interni alla maggioranza e i rapporti con le minoranze. Pare che nel centrodestra non ci sia stata ancora una riunione plenaria per definire il quadro. Circolano, però, pure indiscrezioni di segno opposto, secondo cui almeno le nomine di prima fascia sarebbero già decise.
Tempo a questo punto ce n’è poco. Probabilmente domani, con l’avvio della procedura da parte del presidente del Consiglio, si saprà qualcosa di più. I corridoi di Palazzo D’Aimmo, soprattutto quando l’Assise è in seduta, sono molto ‘loquaci’.
Sempre domattina, prima dei lavori dell’Assemblea, è convocata la I Commissione per l’esame di due proposte di legge: quella che riforma il Corecom (e potrebbe incidere sulla decisione in merito alla composizione) e il ddl del governatore Toma che punta a eliminare il tagliando di metà mandato sancito ad oggi dalla rielezione dell’ufficio di presidenza del Consiglio (che durerebbe così tutto il mandato).
In Aula tra i banchi della maggioranza, dopo l’annullamento della condanna per Zuccheropoli, tornerà Michele Iorio.
ritai

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