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Commissario della sanità, la maggioranza fa scudo a Toma

Commissario della sanità, la maggioranza fa scudo a Toma

Il decreto fiscale dovrebbe approdare stasera in Consiglio dei ministri. Secondo le agenzie di stampa nazionali, la seduta ci sarà dopo la conclusione della cabina di regia sugli investimenti in programma per le 16 per approvare il provvedimento che contiene le misure fiscali della prossima legge di bilancio.
La riunione del governo si annuncia breve: sia il ministro Tria sia il premier Conte devono partire per missioni all’estero. Nel testo circolato in questi giorni c’è un riferimento ai commissari della sanità di Calabria e Molise. E fonti del dicastero della Salute hanno confermato martedì l’intenzione di riproporre l’incompatibilità fra la carica di presidente della Regione e quella di commissario. Un provvedimento, ha tuonato il governatore Toma chiamando in causa la Lega, dannoso per i molisani. I 5s hanno replicato: si rassegni, non sarà nominato lui.
Intanto è levata di scudi dalla maggioranza di centrodestra che sostiene Toma in Regione.
Forza Italia. «I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle non vogliono il bene dei molisani ma preferiscono solo beghe politiche che mettono a rischio anche il futuro della sanità locale. La loro posizione sul tema del commissario ad acta – insorgono gli eletti azzurri Nicola Romagnuolo e Armandino D’Egidio – punta solo ad attaccare il presidente Toma e non a tutelare gli interessi e i diritti della popolazione che merita un sistema vicino al territorio e non imposto dall’alto, gestito da persone che lo conoscono e sono pronte ad ascoltare ogni esigenza. Il governatore, al contrario, sta lavorando benissimo e ogni giorno si impegna per affrontare e risolvere i problemi in ogni settore. Questo, chiaramente, va a erodere consenso al Movimento 5 Stelle e ai suoi esponenti, tanto da mobilitarli per contrastare, in modo strumentale, il nostro presidente».
Al loro fianco si schiera la deputata Annaelsa Tartaglione, che è anche coordinatrice di Forza Italia in Molise. «Da oramai sei mesi la nostra sanità è senza una governance a causa delle ripicche grilline, con un danno incalcolabile per l’intera collettività. L’impressione è che la sconfitta alle elezioni non sia stata ancora del tutto metabolizzata e che si voglia sacrificare il sacrosanto diritto alla salute sull’altare della rincorsa al potere e alla poltrona». Torna quindi a sollecitare la nomina di Toma, «democraticamente scelto il 22 aprile dal popolo», a commissario e chiede agli alleati «di coalizione della Lega, attualmente al governo a Roma con i 5 Stelle, di intercedere con decisione in tal senso e tutelare fino in fondo gli interessi del nostro territorio». Mentre «i cosiddetti fautori del ‘cambiamento’ preferirebbero un esterno, non eletto da nessuno e che andrebbe anche a gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini», la sanità regionale a suo parere ha bisogno di «visioni e strategie di ampio respiro e non di tecnici e calcolatrici».
Lega. Dal Carroccio prende posizione la consigliera Filomena Calenda che ribadisce la necessità che il commissario sia Toma ed evidenzia il rischio per le casse regionali: «Siamo finiti nel circolo vizioso a targa 5 stelle che al bene dei molisani antepongono
le beghe da condominio, invocando un commissario esterno che costerà ai molisani centinaia di migliaia di euro. Possibile che nessuno e men che meno il senatore Di Marzio, che per anni ha ricoperto uno dei ruoli chiave nella sanità molisana, ovvero quello di direttore sanitario dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, non comprenda quanto sia pericoloso e controproducente per i molisani e per l’economia dell’intera regione non affidare la carica di commissario al presidente in carica che rivestirebbe il ruolo a costo zero? Mettiamo da parte il colore politico – l’invito della consigliera leghista – e troviamo nel più breve tempo possibile un’unica soluzione».
Popolari per l’Italia. Antonio Tedeschi punta il dito: «I parlamentari 5 Stelle continuano a negare ai molisani il diritto di avere un commissario». Pur di andare contro Toma, prosegue, preferiscono un esterno che graverà sul bilancio della Regione e modificare la norma che finora ha consentito ai presidenti di essere anche commissari della sanità. Sono loro, tira le somme, a «personalizzare questa ‘battaglia’, e non il nostro governatore, che vorrebbe solo venire incontro ai bisogni dei cittadini, conoscendo molto bene il territorio, le problematiche e la situazione sanitaria in Molise». A Toma, conclude, consiglia di chiedere i danni «favorendo anche una class action da parte dei cittadini molisani, perché da mesi si stanno creando problemi enormi ai servizi, alle persone e all’intero sistema sanitario regionale».
Gruppo Misto. «Il governo – attacca infine il consigliere Massimiliano Scarabeo – non può pensare a “vendette” politiche che aggiungono problemi ai tanti già presenti nel comparto sanitario molisano». La condizione degli ospedali è tale, sia dal punto di vista finanziario sia organizzativo, che serve «un serio programma di rilancio e una guida responsabile che faccia le scelte migliori, per il bene dei molisani. L’unica, al momento, più plausibile e giustificata da tanti fattori, primo tra tutti perché e stato scelto nel ruolo di governatore Toma» che a differenza di un esterno «non percepirebbe alcun compenso per questo suo impegno».

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