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L’amministrazione a Isernia diventa un ‘laboratorio’ politico, ma d’Apollonio non ci sta

Il Comune di Isernia luogo di prove tecniche per nuove alleanze e riposizionamenti. Tutto ciò, appare evidente, sottintende dei giochi di potere, ambizioni politiche e dimostrazioni di forza. Considerando che le elezioni sono vicine (imminenti le provinciali di Campobasso, a gennaio il rinnovo dei 10 membri del consiglio di via Berta e in primavera le Europee) e che l’amministrazione di Isernia è marcatamente di centrodestra, succede che gli esponenti della Regione vogliano mettere il cappello sul più alto numero di esponenti e che questi consiglieri (ma si parla anche di assessori) abbandonino la causa sposata fino al giorno prima, avendo individuato una direzione diversa del vento.
Eppure il sindaco rimane estraneo a tutto ciò e tramite Primo Piano Molise invita gli amministratori a evitare distrazioni. Del resto Giacomo d’Apollonio lo ha professato dal primo momento: «Non sono un politico» e ora più che mai non sembra disposto a farsi tirare per la giacca, nemmeno sulla tanto attesa rimodulazione della giunta.
Sindaco, cosa sta accadendo a Palazzo San Francesco?. La sua maggioranza ha perso un altro ‘pezzo’.
«La situazione è un po’ confusa. Finora non ho avuto il tempo di capire e di avere contatti con qualche amministratore per capire meglio queste dinamiche. Sto cercando di farmi un’idea, ma sinceramente mi risulta un po’ difficile capire le motivazioni. È facile dire improvvisamente “sono delusa” e lo dico con tutto il rispetto per i consiglieri comunali, che assolvono anche bene al loro compito. Forse manca un confronto diretto, magari prima di fare una scelta del genere si poteva parlarne. Vorrei riflettere e fare delle considerazioni».
Si sente messo in mezzo a una sorta di gioco politico a scacchi?
«Non vorrei che per dinamiche che esulano dall’amministrazione ci trovassimo in mezzo a situazioni che mi sfuggono. Spesso mi trovo chiamato in ballo su temi che non riguardano il Comune, come quelli regionali. Questo come se Isernia possa dire la sua su dinamiche politiche in cui non riesco a entrare. Non voglio tarpare le ali a nessuno, però mandare tutto all’aria vorrebbe dire tradire il mandato elettorale».
I riposizionamenti in atto stanno mettendo a rischio la compattezza della maggioranza?
«Il rischio c’è sempre perché se si creano tensioni e malintesi politici e se non si dialoga in maniera serena con un confronto continuo si può arrivare pure a ingigantire problematiche che io vedo lontane dal Comune. Noi siamo concentrati i a dare risposte ai cittadini. Purtroppo abbiamo accumulato un ritardo su alcune cose perché abbiamo dovuto rimettere mano a cose vecchie e nel corso di questi due anni si è dovuto provvedere a pagare debiti fuori bilancio e a mettere a posto controversie e transazioni legali a causa di condanne che stavano pendendo sul Comune. Poi c’è stata la problematica dell’edilizia scolastica a cui è stato necessario fare fronte. Siamo disponibili, soprattutto sulle grandi questioni, a dialogare con chi ha sposato le scelte dal primo momento e con chi si sta facendo avanti. Apriamo una discussione su temi che fino a questo momento non sono stati trattati»
L’assessore Chiacchiari paventava lo spauracchio di un ‘Brasiello bis’. Si sente in quella situazione?
«Mi sento a volte in mezzo a un mare in tempesta. Sto cercando di condurre questa nave considerando anche che ci siamo accorti di molte cose strada facendo. È stato fatto un lavoro serio, importante, spesso nascosto che magari non dà le soddisfazioni che si attendono. Mi sento in pericolo se accade che invece di confrontarci, dopo tutte queste criticità che abbiamo superato, ci mettiamo a lavorare su dinamiche politiche che sono più lontane. Il Comune di Isernia forse viene visto come un punto di riferimento in vista delle elezioni. Non so, forse sì, ma mi sembra che c’è un movimento politico che non tiene conto delle dinamiche amministrative. Questa è la mia preoccupazione. Se mi si vuole continuare a dare una mano andremo avanti e tireremo fuori il Comune dai problemi che ha e poi rispetteremo anche il programma elettorale. Se invece si vuole fare politica che riguarda altre cose qualcuno magari verrà distratto».
Quale invito vuole fare alla sua maggioranza in questa fase così delicata?
«Dico che la popolazione isernina ci ha consegnato la città con un certo numero di eletti: cerchiamo di mantenere fede al mandato elettorale. Siamo stati democraticamente eletti in maniera limpida. Sono pronto a confrontarmi, ma io difendo molto l’attività politico-amministrativa tesa a dare risposte alla città. Per questo sono qui e per questo sto lavorando. Mandare tutto ‘a carte 48’, dopo l’impegno profuso, mi sembrerebbe un peccato. Ho sempre detto che chi ci vuole dare una mano è ben accetto, senza pensare a poltrone e posti di potere che peraltro non abbiamo. Chi vuole aiutarci ne avrà merito, perché poi verrà riconosciuto il suo impegno».

Valentina Ciarlante

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