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Basta giocare a nascondino, i molisani hanno diritto di sapere: fuori il nome

Basta giocare a nascondino, i molisani hanno diritto di sapere: fuori il nome

Giovanni Tria, 70 anni, economista e accademico, è uno dei pochi ministri del governo in carica ad avere una conoscenza specifica del Dicastero che il premier Conte, di intesa (per fortuna) con il Presidente Mattarella, gli ha affidato.
Persona seria, competente, non è populista e nemmeno sovranista. E crede nell’Unione Europea.
Il ministro Tria da ieri mattina è diventato l’uomo più ‘invocato’ dal Molise. Il deputato 5 Stelle Antonio Federico ha scritto che «le nomine di commissario e sub commissario per il Molise sono già sul tavolo del ministero dell’Economia e delle finanze (come del resto quelle che riguardano la Calabria) a conferma dell’interesse che il ministro Giulia Grillo ha per la situazione sanitaria in Molise».
La frase è estrapolata da una nota in cui il ‘portavoce’ molisano racconta del suo incontro di ieri (documentato con tanto di foto) con la ministra della Salute «per parlare di sanità e delle novità contenute nel decreto semplificazione e nel ddl Bilancio approvati ieri notte (lunedì sera, ndr) dal governo». E – scrive ancora il deputato – «non poteva mancare un focus sulle gestioni commissariali della sanità. La novità è la reintroduzione dell’incompatibilità tra la carica di commissario della Sanità e ogni incarico istituzionale presso la Regione soggetta a commissariamento come, appunto, il Molise. Questo è sicuramente un passo fondamentale verso la nomina di un commissario che operi verso una sanità pubblica e di qualità, senza alcun tipo di condizionamento».
Poi la stoccata al Mef: «Ma è bene che tutti facciano la propria parte e si assumano le proprie responsabilità». E ai molisani, a cui la nota è diretta, Federico dice: «Bisogna quindi sollecitare il ministro Tria affinché possa finalmente sbloccarsi questa fase di stallo».
Quindi, ricapitolando: fino al 22 aprile, data delle elezioni, il ruolo di commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal deficit sanitario lo ha svolto il presidente della Regione. All’esito delle elezioni, terminato il mandato di Frattura, il governo non ha nominato il nuovo commissario. Passano i giorni, le settimane, i mesi e la ministra Grillo, parlando della sanità campana, afferma che il presidente di Regione non può essere anche commissario. Da quell’istante «il presidente non può essere commissario» diventa lo sport preferito dei 5 Stelle, ad ogni livello. Il governo introduce la norma sull’incompatibilità nel cosiddetto Decreto Genova e Mattarella la stralcia. Adesso Palazzo Chigi ‘infila’ il medesimo testo nella legge di Bilancio. Da sei mesi il Molise aspetta la nomina del commissario e ora scopriamo che la colpa è di Tria «che deve fare la propria parte e assumersi le proprie responsabilità». Però…
In tutto ciò, il governatore Toma, seppur privato di un incarico importante, ha dimostrato di essere un ottimo incassatore. È noto che tramite gli ‘alleati’ della Lega ha operato pressioni su Palazzo Chigi per difendere quello che fino a qualche giorno fa sembrava un diritto acquisito. Ma anche quando ha capito che il suo destino era ormai segnato non si è scomposto e ha reagito con un semplice «prendo atto e agirò di conseguenza».
A questo punto la domanda (non solo giornalistica) più ricorrente è: chi sarà il commissario?
Saperlo è un diritto di chi questa Regione la governa, di chi lavora in ambito sanitario, ma soprattutto è un diritto di ogni molisano.
Sentito Toma, lo stesso afferma di non saperne nulla. Il presidente – ma la circostanza l’ha riferita più volte anche nel corso di incontri pubblici con i cronisti – ribadisce che dal Ministero gli hanno chiesto di condividere qualche nome, ma la sua risposta è stata: «L’incarico spetta a me!».
Fatto fuori Toma, chi meglio di Federico può rispondere? È a lui dunque che mi rivolgo: chi sarà il commissario della Sanità in Molise?
La nomina non è una cosa privata, una questione dei 5 Stelle o della Lega o un affare di partito. Il deputato ha il dovere, almeno morale, di rispondere senza esitare nemmeno un secondo.
D’altronde è lui che mi ha messo la pulce nell’orecchio scrivendo che «le nomine di commissario e sub commissario per il Molise sono già sul tavolo del ministero dell’Economia e delle finanze a conferma dell’interesse che il ministro Giulia Grillo ha per la situazione sanitaria in Molise». Nel prosieguo della nota Federico afferma di aver parlato con la ministra di molte faccende molisane. E vuoi che non abbiano discusso della nomina? Vuoi che Federico, grillino della prima ora, cofondatore del Movimento in Molise, segretario di Commissione alla Camera, non abbia informazioni su colui che sarà chiamato a gestire la sanità nella sua regione?
L’onorevole è un ragazzo dalla faccia pulita, persona perbene. Antonio tiene alla sua terra. Mai messi in dubbio i sui sani principi, la sua buona fede. Antonio ragiona e agisce come ragionano e agiscono quelli che portano avanti le tesi del Movimento. Ma ora è necessario che svesta i panni a 5 stelle e parli: i molisani hanno il diritto di sapere, lui ha il dovere di informarli.
Fuori i nomi, adesso.
Luca Colella

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