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Isernia, botte e minacce ai vicini: famiglia stalker nei guai

Non accettavano di condividere lo stabile con i vicini e così hanno iniziato a perseguitarli. Una donna e i suoi due figli di 30 e 22 anni, residenti in un Comune della provincia di Isernia, da qualche tempo avevano iniziato a mettere in atto dei comportamenti ossessivi e insopportabili, con l’unico obiettivo di indurre la famiglia che risiede accanto ad andare via e addirittura a mettere in vendita l’appartamento. Secondo la donna e i suoi figli i ‘nuovi arrivati’ avevano in un certo senso turbato la precedente quiete, in quanto loro per lungo tempo erano stati gli unici inquilini di quel palazzo.
Un atteggiamento da veri stalker, sfociato anche in violenza fisica, che è stato accertato dai poliziotti della Squadra Mobile. Gli agenti della Questura pentra hanno avviato le indagini in seguito al ferimento della vicina più anziana. La signora, qualche mese fa, venne spinta da uno dei ‘persecutori’ e cadendo a terra riportò numerose fratture. L’episodio denunciato dai familiari ha fatto scattare gli accertamenti tesi a verificare cosa accadesse in quell’edificio. E in effetti la Mobile, attraverso rilievi e testimonianze, ha ricostruito una storia di minacce e vessazioni da parte dei tre ai danni dell’altra famiglia, residente nello stesso condominio, che andava avanti da anni.
I poliziotti hanno scoperto anche l’assurdo movente: madre e figli non sopportavano quei ‘disturbatori’ e avevano deciso di attuare una strategia tesa a renderli talmente insofferenti da dover fuggire a gambe levate.
Accertate le responsabilità dei denunciati, la Mobile ha posto fine a un periodo fatto di continue intimidazioni che avrebbero potuto degenerare e avere esiti ben più gravi.
«I rapporti tra vicini hanno evidenziato, infatti, elevati tassi di litigiosità che spesso sfociano in veri e propri atti di violenza e di intolleranza – spiegano dalla Questura -. Chiunque vi assista, anche se estraneo, deve segnalare alla Polizia di Stato ogni indizio utile a prevenire il peggio».
La mamma e i due figli dovranno rispondere di lesioni personali, minaccia, atti persecutori, violenza privata e molestie.
Vivida

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