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Torna dalla Puglia con eroina e cocaina, 35enne denunciata dalla Mobile di Campobasso

Ma l’attività della Polizia di Stato non si è limitata alla perquisizione in carcere. Martedì sera gli agenti di via Tiberio hanno perlustrato mezza Campobasso: nel mirino le principali piazze di spaccio, da via Quircio al Cep, da San Giovanni fino alla centralissima villa Musenga. Intorno alle 22 in molti avranno notato lungo corso Vittorio Emanuele 5 mezzi del reparto prevenzione anticrimine. Contestualmente gli agenti hanno perquisito diversi ragazzi in villa dei Cannoni, zona recentemente finita al centro di diverse mozioni e interpellanze a Palazzo San Giorgio proprio per l’attività di spaccio.
Infine gli agenti della Mobile hanno denunciato una 35enne per detenzione di sostanze stupefacenti. In nottata gli agenti, al termine dell’attività in carcere, hanno intercettato una vettura sospetta, guidata da un noto soggetto di etnia rom. Con lui vi era una donna M.R., classe 1983 di Campobasso, già negli ‘archivi’ della questura per i suoi precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti.
I poliziotti hanno così deciso di seguire l’auto e, una volta sotto casa, i due sono stati sottoposti a controllo. Gli agenti hanno appurato che i due stavano tornando da San Severo, dove probabilmente si erano appena riforniti di droga.
La donna ha infatti tentato di disfarsi di due involucri di sostanza stupefacente per complessivi 45 grammi circa di eroina e 25 grammi circa di cocaina, ancora non suddivisa in dosi. La 35enne sottoposta a perquisizione personale e domiciliare aveva con se oltre 1.000 euro in contanti (presumibile provento dello spaccio), due carte di credito, bilancini, materiale per il confezionamento. Inoltre, nel corso della perquisizione è stato trovato anche un telefonino di dimensioni ridotte dello stesso modello di quelli rinvenuti nel carcere di Campobasso.
La 35enne è stata dunque denunciata all’autorità giudiziaria e la droga, il materiale per il confezionamento ed il cellulare sono stati posti sotto sequestro. Gli agenti sono al lavoro per capire se ci sia un collegamento tra il microtelefono trovato addosso alla donna e quelli sequestrati in carcere.

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