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Emorragia costruzioni: dal 2008 mille aziende e 5mila posti in meno

Altro che Ittierre, Gam e Zuccherificio. Insieme a Cassa Edile, Scuola Edile e sindacati di categoria (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil), l’Ance porta il conto dell’emergenza edilizia, un’emorragia di posti di lavoro e aziende.
E quindi, questa crisi vale in Molise «otto Ittierre, 25 Gam e 80 zuccherifici». Come, invece, in Italia, vale «72 Ilva, 450 Alcoa e 277 Termini Imerese».
Numeri drammatici, riassunti ieri mattina dal presidente dell’Ance Cosmo Galasso nella conferenza stampa di presentazione del convegno che si svolgerà martedì prossimo al Centrum di Campobasso e che porterà a discutere istituzioni e protagonisti del comparto sulle iniziative per uscire dalla congiuntura.
Dal 2008 sono andati persi 5mila posti di lavoro (su 9mila) e hanno chiuso i battenti mille imprese (su 2mila). Il monte salari è diminuito del 60% (da 62 a 25 milioni di euro), le ore lavorare del 61%. I bandi di gara si sono ridotti del 55% e i permessi di costruire di oltre l’80% per il blocco dell’edilizia residenziale e commerciale.
La richiesta è quindi corale e unidirezionale: associazioni di categoria e sindacati, insieme agli organismi paritetici, sollecitano a mettere in campo «azioni concrete e immediate per il rilancio del comparto delle costruzioni» che deve recuperare centralità nella programmazione. L’edilizia è «il settore a più alta incidenza di manodopera – si legge nel ‘manifesto della crisi dell’edilizia in Molise’ sottoposto ai candidati governatori prima delle elezioni del 22 aprile – per cui la spesa in costruzioni è l’unica che assicura occupazione e garantisce i salari si spendano sul territorio molisano». Al governo regionale, quindi, si chiedono risposte sulla proposta di «un programma chiaro, fatto di risorse certe e tempi rapidi, da verificare passo dopo passo».
La Pa, interlocutrice necessaria e autorevole, è stata negli anni anche la causa dell’accentuarsi delle difficoltà. I ritardi nel pagamento delle commesse per opere e lavori eseguiti per conto delle amministrazioni pubbliche hanno costretto alla chiusura molte ditte, altre hanno trascinato – loro malgrado – in una quasi perenne liquidità finanziaria non solo i dipendenti e le loro famiglie ma pure i fornitori e quindi le aziende dell’indotto.
È tempo di risposte, la conclusione dell’Ance. E le aspetta dagli stati generali di martedì. Un convegno moderato dall’ex direttore del Mattino Alessandro Barbano e a cui, fra le altre, è prevista la partecipazione del presidente di Ance nazionale Gabriele Buia, dell’assessore regionale ai Lavori pubblici Vincenzo Niro e del governatore Donato Toma.

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