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‘Sente’ e non solo, Niro bacchetta i 5 Stelle: con le chiacchiere non si ricostruiscono i ponti

‘Sente’ e non solo, Niro bacchetta i 5 Stelle: con le chiacchiere non si ricostruiscono i ponti

«Le coperture ci sono». Ma, tant’è, il doverlo affermare e ribadire – come è accaduto al deputato Federico nella riunione di Castiglione Messer Marino – dà l’idea. Per il viadotto Sente, infrastruttura strategica nei collegamenti dell’alto Molise e dell’alto Vastese, il decreto Genova stanzia due milioni di euro. Sul provvedimento però si è registrato un mezzo passo falso qualche giorno fa, nelle ore in cui la Commissione Bilancio non aveva ancora dato parere positivo proprio per problemi di coperture, non solo per il Sente ma per l’intero impianto.
Problemi risolti, affermano i 5 Stelle. Da oggi prosegue l’esame del ddl (il testo riguarda, infatti, la conversione in legge del decreto) nell’Aula della Camera. E già oggi però il capogruppo dei 5 Stelle in Regione Greco si recherà dall’assessore Vincenzo Niro per fare insieme un cronoprogramma. Come se domattina già ci fossero, detto un po’ volgarmente, i soldi sul tavolo.
«Mi ha chiamato, è vero. Gli ho risposto: vieni in assessorato quando vuoi, il mio ufficio è aperto a tutti. Ma parleremo di ‘acqua fresca’. È chiaro a tutti, infatti, che le notizie ufficiose, chiamiamole così, non bastano ad avviare le procedure previste dalla legge per appaltare i lavori». Il titolare dei Lavori pubblici della giunta Toma smorza così l’entusiasmo pentastellato. «Ad oggi non ci sono azioni concrete, tranne quelle che noi abbiamo messo in campo, finanziariamente e logisticamente, insieme alla Provincia di Isernia per la viabilità alternativa e per segnalare al Mit, come è stato fatto, la situazione del Sente come emergenza da risolvere al più presto. Al netto di questo, io non ho nessuna notizia se non per le vie brevi».
Al governo a Roma con la Lega, minoranza invece a Palazzo D’Aimmo dopo la sconfitta rimediata dal centrodestra: a Niro perciò sembra forzato l’ottimismo dei 5s sulla base di un emendamento approvato in Commissione alla Camera e questo spingere sull’acceleratore mediaticamente quasi come domattina potessero partire i lavori al viadotto. «Questo significa voler superare le procedure, voler prescindere dalle leggi. Allora torniamo coi piedi per terra. Ai 5 Stelle locali va dato atto e merito di aver inciso sul ministro e sui parlamentari regionali che si sono poi fatti portavoce di questa esigenza. Bene. Ma non hanno fatto altro che il loro dovere. A livello ufficiale non abbiamo ancora uno stanziamento contenuto in una norma che abbia ricevuto l’ok della Ragioneria dello Stato. Con le chiacchiere e la propaganda non si ricostruiscono i ponti», affonda Niro.
Che poi allarga il ragionamento più in generale all’azione del governo Conte e, al suo interno, all’apporto dei pentastellati, ministri e sottosegretari. «Credo che un po’ tutti ci siamo accorti che ci sono tanti proclami ma di concreto non c’è nulla. Mi auguro, per quanto riguarda le mie deleghe – che una regione sono fondamentali e mi riferisco alle infrastrutture viarie e ai trasporti in particolare – che almeno vengano ascoltate le nostre richieste di essere semplicemente ricevuti e ascoltati». Si riferisce, fra le altre cose, alla richiesta di incontro al ministro Toninelli per cominciare ad affrontare il ragionamento sulla superstrada a quattro corsie e, comunque, dell’alternativa ai viadotti sul Liscione. «Ci dica se ci riceve o meno: ma almeno la cortesia istituzionale di rispondere…».
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