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Chi alza la voce, chi è pronto ad andare in procura: bufera sui 5s per il commissario della sanità

Chi alza la voce, chi è pronto ad andare in procura: bufera sui 5s per il commissario della sanità

Tutti contro i 5 Stelle. A ‘Conto alla Rovescia, venerdì sera su Teleregione, la consigliera pentastellata Patrizia Manzo è stata ‘accerchiata’ dai colleghi presenti in studio. Cavaliere (Fi), Fanelli (Pd), Calenda (Lega) e Pallante (Fdi): una levata di scudi bipartisan su tanti argomenti, il clou quando si è parlato della mancata nomina del commissario della sanità.
Dal 22 aprile, giorno in cui si sono tenute regionali e ha vinto Toma, di fatto non c’è il vertice della struttura commissariale. Che, vale la pena ricordarlo, è quella deputata a prendere le decisioni importanti proprio perché la Regione è commissariata. L’ex presidente Frattura, decaduto dalla carica, ha scritto subito ai ministeri dell’Economia e della Salute per notificare di ritenersi ‘sollevato’ dall’incarico di commissario non essendo più presidente. Da allora, un lunghissimo tira e molla: i 5s e la ministra Grillo vogliono nominare un tecnico, anzi la Grillo ha riferito al deputato Federico che i nomi di commissario e sub commissario sono sul tavolo del collega Tria e che quindi è l’Economia che non procede. Versioni diverse e a volte pure contrastanti, come pure fra i 5s non tutti la pensano allo stesso modo sul profilo a cui affidare la sanità molisana. Ma di fatto i mesi passano senza alcuna novità.
«Di per sé questa vacatio ha fatto danni quotidiani», l’accusa del sottosegretario della giunta Pallante nel salotto di Pasquale Damiani. Patrizia Manzo invece non ritiene che ci siano stati danni. «È evidente che l’assenza del commissario causa problemi al territorio – ha sbottato a quel punto la consigliera dem Micaela Fanelli – Una serie di decisioni sono ferme, dall’accreditamento delle strutture per anziani allo sblocco contrattuale». Manzo ha continuato a negare: «C’è l’atto aziendale (dell’Asrem, ndr)». «Il ritardo sta causando danni ed è un dato oggettivo, non è una valutazione di centrodestra o di centrosinistra. Se non hai chi decide sull’accreditamento delle strutture stai provocando un danno perché non porti avanti interventi in un settore sensibile che è stato al centro della campagna elettorale», ha reagito Fanelli.
Tutti d’accordo che lo stallo è ormai insopportabile e che a bloccare le cose siano i 5 Stelle. Tranne Manzo, naturalmente. A suo parere «M5s avrebbe la strada di imporre il nome commissario della sanità», ma vuole condividerlo con Toma che, invece, non ci sta. Nessun danno, poi, perché – ha detto in trasmissione – si può andare avanti «con l’ordinaria amministrazione, quando ci sarà bisogno di intervenire sulla programmazione ospedaliera e sulla riorganizzazione, quello sarà fatto dal commissario ad acta».
Di parere opposto l’assessore all’Agricoltura Cavaliere: «È proprio la programmazione che è ferma da tempo. E comunque alcuni colleghi di Manzo, in particolare Federico, hanno sostenuto che Toma non potrà mai essere commissario, per partito preso, Ma omettono di dire che questa cosa (la nomina di un esterno, ndr) non è stata ancora fatta perché potrebbe essere impugnata». L’incompatibilità fra la carica di presidente e l’incarico di commissario è stata inserita nel decreto Semplificazione, che però ancora non è stato firmato dal Capo dello Stato. «Se non viene ancora nominato un commissario esterno è perché non c’è una norma dove si indica che sia persona diversa dal presidente della giunta», ha insistito Cavaliere. «Sarei capace di presentare anche una denuncia alla procura contro il governo perché questa è un’omissione bella e buona, sottrazione di potere sacrosanto della Regione», ha aggiunto.
Anche secondo la leghista Filomena Calenda è ora che i 5s sblocchino questa partita. Lei ha scritto a Salvini, non ha ancora ottenuto risposta. Ma al di là delle alleanze di governo, a Manzo ha detto: «Voi parlate tanto di difesa del Molise, ebbene: ci sono reparti a rischio chiusura, tanti comitati sono venuti da Toma ma lui non può fare nulla perché non abbiamo il commissario».
Sei mesi e più non sono stati sufficienti a decidere chi deve proseguire la gestione del piano di rientro. Il 31 dicembre, peraltro, scade il piano operativo dell’ex commissario Frattura. A quel punto, forse, pure per Manzo e i 5 Stelle ci sarà bisogno di nominare il nuovo commissario. Anche perché a quel punto non ci sarebbe atto aziendale che tenga pure per l’ordinaria amministrazione.
r.i.

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