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La giustizia ‘lumaca’ al tribunale di Isernia è solo un brutto ricordo

Giustizia ‘lumaca?’ A Isernia è solo un brutto ricordo. Lo confermano i numeri, illustrati ieri mattina nell’Aula Aldo Moro durante l’evento promosso nell’ambito della ‘Giornata europea della Giustizia Civile’. I dati parlano di un dimezzamento dei processi pendenti. A stilare il bilancio, a quattro anni dal suo insediamento, è stato il presidente del tribunale pentro Vincenzo Di Giacomo.
«In questi anni – ha sottolineato – è andata sempre più crescendo la consapevolezza che il buon funzionamento della giustizia civile sortisce effetti favorevoli non soltanto per i singoli cittadini, ma anche per l’economia in generale. Una giustizia civile agile e veloce, difatti, attira gli investimenti sia nazionali che stranieri, mentre una giustizia lenta e farraginosa finisce per scoraggiarli e per incentivare gli stessi operatori interni ad investire all’estero. Uno dei fattori che spingono alla delocalizzazione dei capitali in altri Stati, difatti, è dato proprio dai tempi processuali necessari al recupero dei crediti da parte degli operatori economici; fattore temporale, questo, che si aggiunge a quelli di altra natura».
Al fine di contenere i tempi della giustizia e quindi di garantire la ragionevole durata del processo, la diminuzione del numero dei processi pendenti gioca un ruolo assolutamente di primo piano perché «permette di diminuire il numero delle udienze – ha spiegato il presidente – e quindi di accelerare i tempi di decisione di ciascuna causa. Diminuzione dei processi pendenti che, in questo Tribunale, è stata nettamente conseguita negli ultimi anni. Risultato tanto più importante, questo, alla luce del fatto che il Tribunale di Isernia, anche in questi ultimi anni, non ha operato a pieno organico». Basti infatti considerare che, allo stato attuale, sui 8 giudici (oltre il presidente) in pianta organica ne mancano due e si sta operando con una scopertura del 25%, ossia in mancanza di ben 1/4 dei suoi giudici.
I numeri. Dai dati relativi all’anno giudiziario 01.07.2017-30.06.2018 emerge che il ruolo del settore contenzioso civile ordinario è stato abbattuto dalle 2.996 pendenze iniziali alle 2.559 pendenze finali. «Ruolo che a sua volta già nell’anno giudiziario 01.07.2016-30.06.2017 – ha ricordato Di Giacomo – era stato abbattuto dalle 3.495 pendenze iniziali alle 2.996 pendenze finali». Dati, questi, che proseguono il trend virtuoso registratosi anche negli anni passati: basti considerare che, al 31 dicembre del 2014, ossia subito dopo la presa di possesso di Di Giacomo quale presidente reggente (poi divenuto titolare), le pendenze del settore contenzioso civile ordinario erano di ben 4.593 procedimenti mentre ora sono state quasi dimezzate, scendendo a soli 2.559 procedimenti. Sempre nell’anno giudiziario 01.07.2017-30.06.2018 il ruolo lavoro e previdenza rafforzato dal presidente con apposita variazione tabellare è stato quasi dimezzato, dalle 855 pendenze iniziali alle 476 pendenze finali. Ruolo che a sua volta già nell’anno giudiziario 01.07.2016-30.06.2017 era stato dimezzato dalle n. 1.716 pendenze iniziali alle n. 855 pendenze finali. Dati questi che, anche in tal caso, proseguono il trend virtuoso registratosi anche negli anni passati: basti considerare che, al 31.12.2014 il ruolo lavoro e previdenza aveva una pendenza al 31.12.2014 di ben 1.484 procedimenti mentre ora è stato ridotto di oltre i 2/3, scendendo a soli 476 procedimenti.
Ridotti sensibilmente, infine, anche i procedimenti in cui è parte un fallimento, che sono stati abbattuti di quasi i 2/3 (dalle 224 pendenze iniziali alle 81 pendenze finali). «Infine – ha concluso Di Giacomo – anche l’obiettivo di smaltimento delle cause civili ultratriennali fissato per i vari anni e per i vari settori nel Programma di Gestione ex art. 37 DL n. 98/2011 per l’anno solare 2018 ora risulta sostanzialmente raggiunto in pieno».
L’evento. Diversi i temi al centro dell’incontro di ieri mattina. Si è infatti parlato della ‘Tutela delle donne e dei minori in ambito familiare ed extrafamiliare’. A relazionare sono stati il procuratore capo Carlo Fucci e il sostituto procuratore Maria Carmela Andricciola. Altro argomento molto attuale e sentito è stato quello dedicato alla ‘Famiglia e affidamento dei minori’. Gli intervento è stato curato dall’avvocato Michela Labriola, legale del Foro di Bari e membro del Comitato Esecutivo dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia. Il lavori sono stati moderati dall’avvocato Nicandro Vizoco, presidente della Camera Civile di Isernia.

Deb.Div.

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