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Business dei rifiuti, la discarica di Sassinoro nel mirino dell’Antimafia

Business dei rifiuti, la discarica di Sassinoro nel mirino dell’Antimafia

Finisce nel mirino dell’Antimafia di Salerno l’autorizzazione della Regione Campania concessa alla ditta New Vision per la realizzazione e la gestione dell’impianto di compostaggio che sta per sorgere nell’area Pip di Sassinoro, un comune che conta poco più di 600 anime, nel Parco regionale del Matese, a pochi metri dal fiume Tammaro e a due passi dal confine col Molise. Scafatesi trapiantati a Pompei sono gli imprenditori che stanno costruendo la mega discarica capace di trattare 22mila tonnellate di rifiuti all’anno e contro la quale si sono mobilitati la Provincia di Benevento, numerose amministrazioni locali, una rete di comitati e associazioni e buona parte delle istituzioni molisane. Il pm Vincenzo Montemurro, titolare dell’inchiesta Sarastra, che ha portato allo scioglimento del Comune di Scafati per camorra, sta continuando a indagare sui rapporti che legano il mondo imprenditoriale della Provincia di Salerno e Napoli con esponenti politici della Regione Campania di Pd e Forza Italia. E nell’inchiesta è finito anche l’impianto di Sassinoro.
Intanto prevista per oggi pomeriggio, alle 18 nella palestra comunale di Sassinoro, un’assemblea pubblica. Sul tavolo le prossime azioni di contrasto da mettere in campo per fermare il mega impianto. La consigliera regionale della Lega Filomena Calenda non ci sarà, ma alla vigilia dell’incontro in cui dovranno decidersi quali altre iniziative di lotta intraprendere, fa sapere da che parte sta con un appello al governatore della Campania.
«Mi rivolgo al presidente della Regione Campania De Luca – scrive la consigliera -, a lui chiedo di bloccare ogni altra iniziativa che possa compromettere la salute, la serenità, il benessere psicofisico dei cittadini. Dettare le priorità significa prima di tutto impartirle a se stessi. Per me, per noi molisani la priorità è la salvaguardia del territorio e deve esserlo anche per De Luca, che continua imperterrito verso una sola direzione, non ostacolare l’enorme business dei rifiuti. Un ecocompostaggio è certamente la soluzione alle discariche abusive, ai rifiuti per le strade, ai roghi di monnezza, a ogni forma illegale di smaltimento dei rifiuti, ma crearne uno a soli 10 chilometri di distanza da uno preesistente e posizionarlo a pochi metri dal Molise, senza neppure prendere in considerazione la volontà contraria dei molisani, è un atto gravissimo e irrispettoso, che nulla ha a che vedere con la politica. De Luca fermi lo scempio, ne guadagnerà in rispetto e riconoscenza da parte di due popoli. E mi rivolgo anche ai miei colleghi campani di partito, smobilitiamo le coscienze e facciamo in modo che la salute dei campani e dei molisani non sia bersaglio di affari economici. Non potrò essere a Sassinoro per impegni improrogabili di lavoro, ma sono a disposizione delle associazioni e del comitato per ogni azione e iniziative che sono nelle mie facoltà. Sono con tutti loro per tutelare e proteggere il nostro territorio».

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