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Tiburtina, il caso che continua a far discutere

Tiburtina, il caso che continua a far discutere

Lo spostamento del terminal degli autobus a Roma dalla stazione Tiburtina alla stazione Anagnina continua a scatenare polemiche.
L’Abruzzo è già sceso in piazza per protestare, mentre il Molise sta preparando un’azione politica più efficace. L’assessore ai Trasporti Vincenzo Niro vuole mettere in campo ogni iniziativa per far fronte a questo cambiamento molto penalizzante per i pendolari molisani, un’azione unitaria da presentare in Consiglio regionale per ottenere un incontro con il sindaco e la giunta di Roma.
Ieri c’è stato un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria per arrivare ad una soluzione unanime.
La segretaria regionale Uil Tecla Boccardo ha commentato la decisione del Campidoglio affermando che «innanzitutto limita l’utilizzo di un servizio pubblico, soprattutto ai cittadini che ne fanno uso. Limitare questi servizi significa coinvolgere le altre regioni che in qualche maniera si vedono ulteriormente penalizzate dall’iniziativa che ha assunto il Comune di Roma».
Presente anche il direttore Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori) Tullio Tulli che ha spiegato che al terminal di Tiburtina gravitano «circa 600 corse al giorno, 8 milioni di passeggeri all’anno e spostare tutto questo ad Anagnina, che è forse la soluzione peggiore per la città di Roma, è francamente incomprensibile. Il perché di questa scelta in termini di ragionevolezza non lo abbiamo capito. Si parla di tutta una serie di possibili retroscena, francamente io non sono un appassionato del retroscenismo, quindi non se ne comprende la ragione, perché leggendo la stessa relazione tecnica elaborata dall’assessorato del Comune, che è il sostegno tecnico alla delibera adottata dalla giunta, ci sono dei passaggi che lasciano intendere che è un errore ed è veramente strano».
Niro interverrà sul tema alla conferenza degli assessori ai Trasporti, il cui presidente è il collega della Regione Campania. A lui l’assessore molisano chiederà un’azione congiunta con Abruzzo, Puglia, Toscana, Umbria e Marche.
Durante l’incontro il titolare dei Trasporti della giunta Toma ha affermato che non condivide la delibera poiché il trasporto verso la Capitale, il punto nevralgico di tutti gli interessi nazionali, è un tema troppo delicato. «Pensare di spostare da Tiburtina, dove si concentrano sia la distribuzione della rete capitolina sia la distribuzione della rete nazionale, per portarla ad Anagnina dove i mezzi pubblici potrebbero impiegare non meno di 40 minuti ulteriori alle 3 ore, 3 ore e mezza per arrivare, io credo che per il cittadino sia un danno irreversibile. È un problema per tutti i pendolari che vanno a Roma. Volevo fare con voi – ha concluso Niro – un’azione il più unitaria possibile al fine di provare a fare fronte comune per chiedere al sindaco di Roma di revocare questo atto che crea dei disagi non di poco conto».
Intanto, è intervenuta anche la consigliera del Pd Micaela Fanelli definendo la decisione della giunta Raggi «una scelta sbagliata, dannosa e immotivata sia sul piano amministrativo che politico, che potrebbe comportare un danno enorme a lavoratori, studenti, persone che quotidianamente si recano a Roma per cure mediche, quella della giunta capitolina di delocalizzare l’autostazione di Roma Tiburtina all’interno del nodo dell’Anagnina». Inoltre, il Pd ha presentato un’interpellanza urgenze per sollecitare il presidente Toma a promuovere con urgenza un incontro con il sindaco e la giunta di Roma.
noemi paduano

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