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Campobasso, la giunta Battista promette: entro tre anni tutte le scuole saranno sicure

«Bisogna fare ancora di più». Esordisce così il sindaco di Campobasso Antonio Battista all’indomani della premiazione avvenuta a Roma dal Codacons nazionale. Un riconoscimento, “Amico del consumatore 2018”, per la gestione dell’emergenza scuola e per la decisione, «coraggiosa», di chiudere gli istituti a rischio non in linea con le norme antisismiche. «Ho convocato questa conferenza stampa – ha detto ieri mattina accanto all’assessore all’Urbanistica Bibiana Chierchia e al titolare dei Lavori pubblici Pietro Maio – non perché è una vetrina, ma perché certi riconoscimenti vanno condivisi con la città e le associazioni, e soprattutto con i genitori che negli anni ci hanno chiesto di intervenire in materia di edilizia scolastica».
Il primo cittadino riconosce che l’azione è partita da lontano, dai suoi processori: «Ad oggi a Campobasso sono state chiuse 18 delle 35 scuole. L’emergenza è scoppiata tra il 2014 e il 2015. Non sono scelte semplici che si fanno a cuor leggero, chiudere le scuole non è certo una soddisfazione, visti i disagi che vivono alunni e famiglie. Ma non ci sono le condizioni di sicurezza le scuole vanno chiuse. Poi però vanno messe in sicurezza o abbattute e ricostruite. E proprio su questa azione si è mossa la nostra amministrazione».
È il caso della Don Milani che ha subìto un importante intervento di adeguamento sismico (circa 400mila euro il costo complessivo), o della scuola di Mascione che invece verrà ricostruita (un milione e 200mila euro circa l’importo) e i lavori inizieranno a breve. All’attivo ci sono pure le due nuove scuole di via Sant’Antonio dei Lazzari e di via Berlinguer, e gli interventi sulla scuola di via Gorizia. «In tutto – ha ricordato Pietro Maio – abbiamo già speso 7 milioni di euro, dei 30 destinati complessivamente agli interventi sull’edilizia scolastica nel piano triennale per le opere pubbliche».
Ma la lista degli obiettivi da centrate è ancora lunga. Sulla scorta delle relazioni sulla vulnerabilità sismica commissionate all’Unimol (tre plessi mancano ancora all’appello, ndr) la giunta Battista ha stabilito le priorità. In ballo c’è ancora il concorso di idee per la realizzazione dei 3 poli di Vazzieri, quartiere Cep e via Crispi finanzianti grazie alla rimodulazione degli 11 milioni di euro inizialmente destinati al sottopasso di via Mazzini. E proprio sull’iter per l’ottenimento dei fondi aveva espresso qualche perplessità l’assessore regionale ai Lavori pubblici Vincenzo Niro, ma Battista ha garantito che le risorse non sono a rischio. «Abbiamo inviato parte della documentazione e dalla Regione abbiamo ricevuto segnali positivi. I lavori partiranno con molta probabilità a metà del 2019, dunque con la nuova amministrazione».
«Noi abbiamo sempre detto alle famiglie che chiedevano giustamente sicurezza per i ragazzi – ha poi aggiunto l’assessore Maio – che c’era bisogno di tempo per fare le cose. Le scuole non si comprano al supermercato, le scuole si programmano. Questo è stato l’approccio serio dell’amministrazione Battista rispetto alla richiesta legittima dei genitori. Ora siamo usciti dal tunnel e vediamo finalmente l’inizio di una nuova fase. Io credo che nel giro di tre anni Campobasso avrà tutte le scuole in sicurezza».
A margine della conferenza il primo cittadino ha voluto ricordare Giorgio Palmieri, lo studioso e direttore della biblioteca dell’Unimol scomparso esattamente un anno fa, quando, nel corso della presentazione dell’opera di Gasdia, venne colto da un malore al teatro Savoia.

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