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Scuola di via Tiberio a Campobasso, c’è la diagnosi: non è sicura

Meno due: all’appello mancano solo la scuola Francesco D’Ovidio e la primaria di via Gramsci. Da ieri infatti sulla scrivania del sindaco Battista e negli uffici dei tecnici comunali c’è anche la relazione di vulnerabilità sismica sulla scuola dell’infanzia di via Tiberio. La diagnosi fatta dall’equipe di esperti Unimol, guidata dal professor Carlo Callari, non è rassicurante. Sui dettagli, sia a Palazzo San Giorgio che all’interno dell’ateneo, tutti tengono ancora le bocche cucite, ma il quadro emerso non differisce molto dalle precedenti relazioni consegnate al Comune. Si tratta di un edificio datato, costruito tra la fina degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 , e dunque prima dell’entrata in vigore delle norme antisismiche: un elemento che purtroppo accomuna la gran parte delle scuole campobassane. Alla luce dei risultati emersi gli ingegneri dell’Unimol hanno prospettato al Comune, come già nei casi precedenti, due soluzioni alternative: la prima è la costruzione di un nuovo edificio scolastico in conformità alla vigente normativa in materia di sicurezza strutturale, efficienza energetica ed edilizia scolastica. La seconda è costituita dalla programmazione di interventi strutturali sull’edificio esistente. Un intervento di miglioramento sismico dovrà essere comunque opportunamente motivato da un’accurata analisi costi-benefici, di tipo comparativo rispetto alla soluzione alternativa rappresentata dalla costruzione di un nuovo edificio scolastico. Questa analisi dovrà tenere conto anche dei rispettivi tempi di esecuzione, degli effetti sulla regolarità delle attività didattiche, degli aspetti urbanistici e del previsto tasso di natalità.
Ad ogni modo, pur non sbilanciandosi nel giudizio, in attesa che i tecnici comunali prendano completa visione della ‘diagnosi’, l’equipe del professor Callari sembra propendere per la prima soluzione, dunque la costruzione di un edificio ex novo. Le condizioni della struttura di via Tiberio sembrano molto simili a quelle della scuola di via Jezza: criticità importanti che non verrebbero colmate solo con un adeguamento sismico.
Insomma, nulla di nuovo per l’amministrazione Battista che dal suo insediamento sta facendo i conti con l’emergenza scolastica ed è stata costretta a chiudere i cancelli di numerosi edifici. Entro gennaio il quadro sarà completo con la consegna delle ultime due relazioni previste dalla convenzione.

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