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Famiglia bloccata in casa ad Altilia, «la colpa è della Soprintendenza»

Una famiglia di Sepino composta da cinque persone, con un’anziana allettata, residente in contrada Altilia è rimasta bloccata in casa in questi ultimi giorni di forte nevicate.
In passato il tratto di strada di tratturo all’interno dell’area archeologica per raggiungere l’abitazione della famiglia di Antonio Giaccio veniva pulita, in caso di nevicate, dai mezzi spartineve del Comune di Sepino ovviamente utilizzando tutte le accortezze e precauzioni necessarie che richiede il luogo. Da quest’anno la Soprintendenza, a differenza del passato, ha vietato al Comune di rimuovere la neve su quel tratto di strada lungo una cinquantina di metri. Va sottolineato che vi è da parte della Soprintendenza un procedimento di esproprio dell’abitazione dei Giaccio (proprietaria dell’immobile è l’anziana allettata, signora Antonia Peluso, ndr) a fronte di un corrispettivo non adeguato alla grandezza dell’immobile, per cui si è instaurato un contenzioso con il privato che si oppone allo sfratto.
A raccontarci la vicenda è Antonio Giaccio, campobassano ma sepinese di adozione avendo sposato una donna del luogo, genero della Peluso. «Abitiamo con mia suocera in contrada Altilia, all’interno dell’area archeologica, a cinquanta metri da porta Benevento – ha spiegato il signor Giaccio -, da tempo mia suocera è malata ed è allettata, al Comune di Sepino ne sono a conoscenza. Quando in passato ci sono state emergenze dovute alle precipitazioni nevose, l’addetto al mezzo comunale dello spartineve, vuoi per pura cortesia o perché rientrava nel piano neve dell’Ente municipale, in pochi minuti provvedeva a liberare la strada fino a casa mia dalla neve rendendola percorribile. La strada su cui passo con la mia macchina è un tratturo, e lì transitano anche mezzi agricoli come i trattori che si recano a tagliare l’erba o ad arare i fondi – ha sottolineato -. Siccome giovedì sono rimasto bloccato in casa per la forte nevicata e fino al pomeriggio non si era visto lo spartineve neanche sulla vicina strada comunale che porta in località di Altilia, ho dovuto chiamare un amico carabiniere che ha il fuoristrada per farmi accompagnare a Bojano a comprare delle medicine per mia suocera. Al ritorno ho chiesto gentilmente a questo amico di scendere vicino al Grifo, per cui ho percorso tutta la strada ciclabile per far ritorno a casa, ad un certo punto ho visto in azione lo spartineve incaricato dal Comune che è arrivato fino a porta Bojano, dove finisce la strada comunale, proseguendo poi lungo il tratturo fino all’abitazione di una famiglia, tornando poi indietro. Ci siamo incrociati proprio a porta Benevento, l’autista del mezzo quando mi ha visto, estremamente dispiaciuto, mi ha detto che aveva avuto ordini ben precisi dal Comune che a casa Giaccio, che poi è casa di mia suocera Antonia Peluso e non del sottoscritto, non doveva recarsi per rimuovere la neve. In un primo momento credevo che fosse una questione personale ma, dopo una serie di telefonate fatte al Comune, finalmente sono riuscito a parlare con la segretaria comunale che giustamente non conosceva il problema, la quale mi ha promesso che mi avrebbe ricontattato per aggiornarmi sulla situazione, telefonata che a tutt’oggi (ieri pomeriggio, ndr) non ho ricevuto. Ieri mattina poi ho telefonato alla Protezione civile senza riuscirci a parlare, e al Comune di Sepino e sono venuto a conoscenza di una corrispondenza risalente al 2015 – ha proseguito Giaccio -, con la quale il Comune chiedeva alla Soprintendenza come avrebbero dovuto comportarsi in caso di emergenza neve con l’abitazione della signora Peluso, cioè mia suocera. La Soprintendenza ha risposto che il mezzo spartineve incaricato dal Comune non doveva assolutamente entrare a porta Benevento, divieto che è stato ribadito anche ieri mattina in mia presenza quando il tecnico comunale ha parlato telefonicamente con il soprintendente e con il geometra Cofelice responsabile dell’area di Altilia».
Giaccio, estremamente determinato a chiarire la faccenda, ha così concluso: «Se il Comune non può pulire la neve su quel tratto di cinquanta metri di tratturo perché la Soprintendenza glielo impedisce, cosa che non posso fare neanche io con il rischio di beccarmi una denuncia, a questo punto per logica il servizio dovrebbe garantirlo la Soprintendenza che a sua volta non interessandosi del problema non toglierà la neve. Il Comune non può farlo, io neanche, la Soprintendenza che dovrebbe garantire il servizio se ne lava le mani, l’unica soluzione che mi resta è quella di interessare non solo la Prefettura, ma di inoltrare un esposto alle Autorità competenti per vedere se la Soprintendenza è obbligata o meno ad effettuare il servizio anche in considerazione delle precarie condizioni di salute di mia suocera in caso di un ricovero urgente in ospedale con l’ambulanza che in queste condizioni non può certo arrivare vicino casa».
E.C.

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