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Primaria di via Gramsci a Campobasso, arriva il verdetto degli esperti: non è sicura

Siamo a quota 10. Negli uffici dei tecnici di Palazzo San Giorgio è arrivata anche la penultima relazione di vulnerabilità sismica prevista nella convenzione stipulata con l’Università degli studi del Molise, quella sulla Primaria di via Gramsci. Nella scuola del quartiere Cep, che prima ospitava gli alunni della Giovanni Paolo II – ora tra i banchi nella sede dell’ex casa dello studente -, attualmente fanno lezione i piccoli della scuola di Mascione, in attesa che venga realizzato il nuovo istituto in contrada Casale. Non solo, la struttura di via Gramsci non è adibita esclusivamente a scuola: al piano terra c’è il poliambulatorio Asrem e una scuola calcio, mentre al secondo piano la sede di alcuni associazioni. Ebbene, l’equipe di ingegneri guidata dal professor Carlo Callari ha messo nero su bianco tutte le criticità riscontrare durante lo studio e il verdetto non si differenzia da quello emesso per le altre scuole passate ai raggi x: la struttura non è sicura. «L’edificio presenta diversi problemi – ha commentato il professor Callari – ed è sicuramente tra quelli messi peggio in città». Per l’altro gli esperti hanno avuto non poche difficoltà nella redazione dello studio, in quanto la documentazione sull’edificio era pressoché inesistente. «Al di là di uno studio del 2008, non ci sono atti che rilevano la storia della struttura, di cui per altro non conosciamo neppure l’anno di costruzione». Insomma, nessun dato utile per quello che riguarda la vulnerabilità sismica dell’edificio.
Dunque gli esperti Unimol consigliano, come nei precedenti studi, la doppia soluzione: adeguamento sismico o costruzione ex novo. Seconda ipotesi già preventivata dall’amministrazione comunale che ha affidato i lavori per l’abbattimento e la ricostruzione della scuola di contrada Mascione. L’importo per i due interventi ammonta a 1 milione e 200mila euro. Un iter che si è concluso in tempi piuttosto rapidi: lo studio di vulnerabilità sismica commissionato dall’amministrazione Battista, a firma del professor Callari dell’Unimol, è arrivato in Comune a luglio 2017. Dopo un paio mesi era già stato approvato dalla giunta il progetto di fattibilità tecnica per l’abbattimento e la ricostruzione di un edificio nuovo, sicuro e funzionale.
Il lotto su cui sarà realizzata la scuola si trova tra contrada Casale e Polese e si estende su circa 3.770 metri quadrati. Il nuovo edificio scolastico, che ha una superficie di oltre 650 mq lordi, ha linee contemporanee che ben si inseriscono nella cornice paesaggistica dell’area in questione. Inoltre la scuola rispetta anche le esigenze pedagogiche tant’è che sia gli interni che gli esterni sono stati organizzati in modo da poter essere utilizzati in modo fluido per un miglior apprendimento.
Certo, i tempi non saranno brevissimi, e dunque gli alunni continueranno a fare lezione in via Gramsci per almeno un altro anno e mezzo.
Meno stringenti invece le raccomandazioni per le altre attività svolta nell’edificio, vale a dire quelle del poliambulatorio e delle associazioni culturali e sociali. Attività che, data anche la minore affluenza, hanno un’esposizione di rischio secondo le norme pubbliche minore rispetto a quella scolastica.
Il quadro degli edifici cittadini è quasi completo, nelle prossime settimane gli ingegneri consegneranno l’ultima relazione che manca all’appello, relativa alle condizioni della Francesco D’Ovidio di piazza della Repubblica.

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