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Bimbi maltrattati, shock a Venafro

«Lasciateli giocare», questo l’eloquente nome (che suona anche da monito!) dato dalla Squadra Mobile di Isernia all’operazione che ieri mattina ha portato alla sospensione di due maestre dell’Infanzia di Venafro per maltrattamenti sui bambini. E questo è anche il grido della città e non solo all’indirizzo degli insegnanti che, purtroppo, ultimamente spesso assurgono alla ribalta della cronaca per simili episodi di violenza. La notizia dei maltrattamenti ai danni dei bimbi ha lasciato sgomenta e sotto choc tutta la comunità. Ciò che avveniva a scuola è stato testimoniato dalle immagini registrate dalle microcamere della Polizia di Stato.
“Mamma, maestra botte”: questo è il messaggio di uno dei piccoli bambini vessati e picchiati da chi invece avrebbe dovuto educarli che ha fatto insospettire una delle mamme che si è poi rivolta alla Questura di Isernia insieme ad altri due genitori dello stesso plesso.
Botte, spintoni e umiliazioni insopportabili quelle immortalate e mostrate dalla Polizia. Senza considerare l’incredibile “legge del taglione” ‘insegnata’ dalle maestre agli alunni. Un diario degli orrori quello raccolto dagli agenti che subito si sono messi all’opera per trovare riscontri ai sospetti dei genitori, alcuni dei quali in realtà inizialmente non avevano dato peso più di tanto ad anomali comportamenti dei propri figli tenuti di tanto in tanto anche a casa. Invece, la ragione evidentemente era da ricercare nelle “lezioni” impartite dalle due maestre, una di 49 e l’altra 58 anni, entrambe domiciliate a Venafro, a furia di schiaffi, spintoni, strattoni e colpi in testa.
La reazione delle mamme e dei papà non si è fatta attendere. Così come quella della scuola che ieri ha convocato una riunione urgente alla presenza della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Anna Sabatini. Le insegnanti sospese – almeno – per 12 mesi saranno sostituite ed affiancate dalla vicepreside. Ai bimbi verrà cambiata aula in modo da non far rivivere in loro gli orrori subiti e verrà organizzato un percorso dall’Asrem con uno psicologo dedicato. Insomma, ora si dovrà cercare di recuperare il gravissimo danno causato a piccoli di 2 e 3 anni.
Le violenze o comunque gli atteggiamenti aggressivi sono stati accertati dalla Squadra Mobile nei confronti di tutta la classe. Ma in particolare le due maestre avevano messo nel “mirino” tre bimbi. Quando la Polizia ha mostrato il video dei maltrattamenti in conferenza stampa, le lacrime da parte dei presenti sono state trattenute a stento. 150 gli episodi accertati, praticamente senza soluzione di continuità dal 3 al 23 dicembre scorso. La stessa pm Carmela Andricciola è apparsa molto provata dalle immagini. Nonostante la richiesta di arresto da parte della Procura con la restrizione ai domiciliari delle due insegnanti, la Gip Arlen Picano ha deciso di applicare soltanto la sospensione, allontanando in questo modo le maestre dalla scuola.
Di «situazione allarmante» hanno parlato anche il questore Roberto Pellicone e dal procuratore Carlo Fucci i quali hanno dato atto alle «madri coraggio» che hanno denunciato l’accaduto originando così l’indagine che ha portato alle misure interdittive. Il reato contestato, qualora venissero confermate in giudizio le accuse, prevede una pena dai 2 ai 6 anni.
Nel video divulgato dalla Polizia scene di violenza ed espressioni del genere: «Appiccicalo con la testa vicino al muro…, tiragli i capelli più forte… così capisce…; ti faccio nero, nero; ti spezzo le mani; ti spezzo tutte le dita delle mani; ti appiccico vicino al muro; ti ammazzo; ma questo è proprio stupido; ti faccio uscire il sangue così te lo ricordi; se metti il pennello là sopra… sei morto; sei un animale».
Le misure eseguite ieri mattina a seguito dell’autorizzazione della Gip Picano erano state chieste dalla Procura il 2 gennaio scorso.
In città e sui social la reazione è stata di un’unanime gogna. Tutti hanno invocato pene severissime. Alcuni hanno auspicato addirittura la giustizia fai da te. I venafrani e non solo sono rimasti sconvolti. Irripetibili i commenti da parte degli utenti di Facebook così come quelli delle persone per strada. Chiaramente adesso la giustizia dovrà fare il proprio corso, con le indagini che continueranno per comprendere se simili episodi siano da archiviare come isolati o se continuati nel tempo, ovvero anche prima dell’installazione delle microspie e telecamere nell’aula. Telecamere che, secondo molti genitori, dovrebbero essere fisse e poste in tutte le aule a maggior tutela dei bambini più piccoli.

 

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