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Ecco il reddito di cittadinanza, M5S esulta: non è decreto, ma il primo sogno realizzato

Reddito e pensioni di cittadinanza raggiungeranno quasi 5 milioni di persone, 1,7 milioni di famiglie. Il 47% dei beneficiari sarà al centronord e il 53% al sud e nelle isole.
Una platea su cui saranno distribuiti poco meno di 6 miliardi di euro nei nove mesi di applicazione del 2019, da aprile a dicembre, con l’obiettivo dichiarato dal governo di rilanciare il lavoro.
Secondo un’elaborazione Svimez pubblicata prima di Natale, la stima del fabbisogno economico per il Molise è di 87 milioni per 11.400 potenziali beneficiari.
Quello approvato giovedì sera, commentano i 5 Stelle del Molise, «non è semplicemente un decreto, è il primo sogno che si realizza. E dimostra che tutti i nostri sogni sono realizzabili». Una bella notizia, proseguono, «perché combatte in maniera strutturata la povertà, perché finalmente lo Stato si impegna a dare una mano a chi non trova lavoro. Ciò che tutti definivano impossibile, irrealizzabile, utopico, folle, è diventato realtà».
Su Fb appena dopo il varo del provvedimento a Palazzo Chigi, il commento del deputato Antonio Federico: «È sempre stato un nostro obiettivo e da stasera è realtà! Adesso tocca all’acqua pubblica». E della sua collega Rosalba Testamento: «Da oggi nessuno potrà più permettersi di dirci che qualcosa non si può fare e se continuerà a farlo gli risponderemo ricordandogli questo giorno storico».
COME FUNZIONA
Per richiedere il reddito bisognerà avere un Isee massimo di 9.360 euro. Il patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non dovrà superare i 30.000 euro l’anno. Potrà richiederlo anche chi percepisce già il Rei e potrà comunque scegliere se continuare a beneficiare del reddito di inclusione o passare al nuovo sistema.
Dividendo a spanne l’ammontare del fondo previsto in manovra per il numero stimato dei beneficiari e per i nove mesi potenziali di percezione del sostegno si ottengono poco meno di 400 euro medi a famiglia e poco meno di 140 persona. Il beneficio economico andrà comunque da un minimo di 40 a un massimo di 780 euro mensili per persona per raggiungere i 1.300 euro in una famiglia con due adulti e tre figli (due minorenni). Il reddito sarà scomposto in una cifra massima di 500 euro a percettore a cui aggiungere eventuali 280 euro per l’affitto. La pensione di cittadinanza invece in un massimo di 630 euro a cui aggiungere eventuali 150 per l’affitto. Aggiunta di 150 euro anche per il mutuo.
A febbraio sarà pronto il sito internet che informa i cittadini sulla documentazione da presentare, a marzo il portale potrà ricevere le domande, ad aprile arriva il reddito su carte postepay. La domanda può essere fatta anche alle Poste o ad un Caf. Poi l’Inps verifica i requisiti. Dopo l’accesso al programma, entro 30 giorni, si sarà contattati dai soggetti attuatori.
Il governo le definisce norme anti-divano: chi beneficerà del reddito dovrà firmare il patto per il lavoro o il patto per la formazione ed accettare un’offerta di lavoro su tutto il territorio nazionale dopo 18 mesi di fruizione del sostegno e in quel caso potrà continuare a goderne ancora per tre mesi a compensazione delle spese di trasferimento. Nei primi sei mesi di fruizione del reddito sarà considerata congrua un’offerta entro 100 chilometri dalla residenza, tra il sesto e il 12° mese sarà congrua una proposta entro 250 chilometri ed oltre il 18° mese, nel secondo ciclo di erogazione del reddito, ovunque in Italia. Si potrà rifiutare fino a due offerte, accettando la terza. Tuttavia, dopo 12 mesi di fruizione del beneficio, non si potrà più rifiutare alcuna offerta congrua (dunque entro 250 chilometri dalla residenza), pena la decadenza del sostegno.
Il reddito potrà essere chiesto anche dagli stranieri purché residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.
Alle aziende che assumono un beneficiario viene indirizzato (in termini di incentivo) l’importo percepito dal neo-assunto per i mesi rimanenti fino alla fine del ciclo di 18 mesi (o comunque per un minimo di cinque mesi). Le imprese percepiscono invece metà dell’importo del reddito (sempre fino a fine ciclo) nel caso in cui il beneficiario usufruisca di un corso di formazione per l’impiego o dell’ausilio delle agenzie per il lavoro (a cui andrà il restante 50%).
Ai beneficiari del reddito che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale è riconosciuto fino a 16 mesi di assegno per avviarla.
«Una misura strutturata, precisa e soprattutto concreta. Una base imprescindibile – concludono i 5 Stelle – per far ripartire il Molise e l’Italia».

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