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Niente appello, le maestre di Venafro ‘accettano’ la sospensione

Niente appello, le maestre di Venafro ‘accettano’ la sospensione

Le maestre “accettano” la sospensione dall’esercizio dell’insegnamento. Ieri scadevano i termini per l’appello contro la misura interdittiva e in Corte d’Appello di Campobasso non risultavano depositate istanze. Dunque, i legali hanno optato per vedere scagionate la 49enne e la 58enne direttamente nell’eventuale processo per maltrattamento ai danni dei bimbi dell’asilo. Una scelta ponderata a tavolino dagli avvocati e non certo, chiaramente, una ammissione di colpa da parte delle due docenti.
Dal fronte della Procura, intanto, si attende ancora una decisione in merito alla richiesta di giudizio immediato fatta balenare nei giorni scorsi. Insomma, le parti si stanno studiando.
I difensore delle due maestre in questi giorni stanno esaminando i filmati integrali delle registrazioni (chiaramente quelli messi a disposizione dalla procura in questa prima fase di indagini) raccolte dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato nell’aula dell’asilo dove erano state installate le microcamere nascoste che hanno dato vita all’operazione “Lasciateli giocare” dello scorso 17 gennaio.
Altri casi. Il caso dell’asilo di Venafro è finito nuovamente alla ribalta della cronaca nazionale richiamato come precedente dal sito web “Blitz Quotidiano” che ha trattato la notizia dell’arresto di due maestre, mamma e figlia, operanti in un nido privato di Torino che facevano ammalare di proposito i bimbi poiché gli iscritti erano in sovrannumero e non riuscivano a gestirli tutti insieme. Quindi, secondo l’accusa come “soluzione” li chiudevano in una stanza senza riscaldamento, bagnati e al freddo, li strattonavano, li lasciavano piangere ore per la fame o per il sonno.
Le maestre in questo caso sono state rinchiuse in carcere con l’accusa di maltrattamenti continuati, in concorso, aggravati dalla minore età delle vittime.
Sia come sia, come ricostruisce “Blitz Quotidiano”, «a inizio anno tre maestre e una bidella sono state arrestate in un asilo della provincia di Roma, mentre altre due sono state sospese in una materna di Cassino. In entrambi i casi i bambini venivano maltrattati a parole e non solo. Due maestre sospese anche a Venafro, in provincia di Isernia».
Condanne. Altra novità è la condanna delle due maestre di Colorno (Parma) finite all’epoca ai domiciliari accusate di insultare e picchiare con schiaffi e spintoni i bimbi tra i 3 e i 5 anni. “La Repubblica” edizione di Parma riferisce di pene di 3 anni e 4 mesi per una insegnante e 2 anni e mezzo per l’altra in merito ai 37 episodi di maltrattamento documentati dai Carabinieri, con tanto di provvisionale di risarcimento (in attesa del giudice civile) per le 13 famiglie coinvolte per un ammontare di 126mila euro.

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