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A sei mesi dal sisma nasce il primo comitato: Terremoto Guglionesi 2018

A sei mesi dal sisma nasce il primo comitato: Terremoto Guglionesi 2018

Si chiama Comitato liberi cittadini per la salvaguardia dei propri diritti verso le istituzioni, accorciato per brevità a “comitato Terremoto Guglionesi 2018”.
E’ stato presentato ieri, nella sala di Castellara.
«Non siamo numeri, non siamo voti che servono solo durante le votazioni. Siamo persone che, purtroppo, abbiamo dovuto lasciare le nostre case a causa del sisma dello scorso agosto». È così che hanno esordito più di trenta persone, nella serata di martedì 5 febbraio nella ‘’Casa del fanciullo‘’ di Guglionesi, che andranno a costituire il comitato sisma.
«Speriamo che anche gli altri paesi colpiti dal terremoto ci seguano, perché siamo diventati gli sgombrati allo sbando- ha dichiarato Achille Ionata, promotore della nascita del comitato che, da agosto ha dovuto lasciare la sua abitazione a causa del sisma- Nessuno ci dà notizie, le dobbiamo cercare da noi. Ad oggi non sappiamo nulla. Per quanto riguarda l’autonoma sistemazione abbiamo dovuto lottare noi, da soli come singoli cittadini. A dicembre ci avevano detto, dopo essersi riuniti, che i soldi sarebbero arrivati nel giro di poco tempo. Avevano detto che sarebbero arrivati i soldi della ricostruzione leggera di 25 mila euro ma, sempre ad oggi, non si sa nulla».
Il nulla più totale che toglie dignità a questa gente, a queste famiglie che, con i loro sacrifici hanno acquistato le loro case e ora si trovano a vivere in affitto, in case che non appartengono e non sentono loro. Come una signora anziana che, alla fine anche sapendo che la sua abitazione è pericolante, è voluta tornarci perché «è casa sua e dei sacrifici del marito».
Vogliono trasparenza, notizie certe da chi davvero sa e, non da chi «per sentito dire, parla». Sono circa 200 famiglie a esser rimaste senza la propria abitazione.
Vogliono i loro diritti, vogliono risposte concrete «non possiamo farci trattare come schiavi, loro le istituzioni devono risponderci, non noi a loro. E non possono farlo come se fosse un piacere, loro hanno il potere ma non quello di trattarci come gli ultimi».
Una situazione pesante e insostenibile alla quale nessuno ancora è in grado di dare risposte, «il sindaco Bellotti è succube di questo sistema, di questo potere. Lui ci riferisce quello che viene detto da chi è più in alto di lui. Ma più di tanto non può neanche lui».
Una presa in giro che non va giù a nessuno ed è per questo che questi cittadini hanno deciso di combattere e costituirsi comitato.
«È inutile che poi fanno sfilate e a Natale vanno in giro con il panettone sotto braccio. Noi vogliamo far valere i nostri diritti. Ci costituiremo comitato, ci andremo a registrare, faremo tutto come la legge prevede e con noi avremo anche un avvocato. Non vogliamo guerre, ma se non daranno risposte noi siamo pronti a batterci!».
I terremoti, ormai, sono all’ordine del giorno in questi territori, non si può pensare che sia tutto finito e che, domani ci ritroveremo tutti punto e a capo. «Il Governo questo lo sa. Invece di spendere migliaia di euro per vigili del fuoco, protezione civile, polizia e carabinieri, che ringraziamo ovviamente, dovrebbe riuscire a stilare delle linee guida per queste emergenze, per queste situazioni». Delle linee guida a tutela del cittadino che paga le tasse e fa sì che l’economia giri.
«A questa gente qui presente è stata tolta la dignità- ha dichiarato don Gianfranco Lalli, parroco di Guglionesi- ho visto con i miei occhi il dolore di queste persone, delle persone anziane che si sono viste costrette ad abbandonare le loro case. Parliamoci chiaro, prima di tutto viene la dimora. Il primo diritto fondamentale per l’uomo è la casa, poi il lavoro, la famiglia, le cure e la sanità. Il primo modo per dare dignità alla persona è avere una casa. Un uomo senza una casa non vive. L’Unione fa la forza, e per quello che serve io sono con loro».
Case che, però, costano troppo per questa gente. Imprenditori che fanno pagare a prezzo pieno l’affitto a chi a fine mese non ci arriva. Come una signora di 82 anni che, oltre a lasciare la sua casa di proprietà e quella del figlio dove ha alloggiato per un po’, oggi si trova in una casa in affitto a 350 euro e lei percepisce una pensione di 700€. La solidarietà si fa sentire all’inizio dell’emergenza, ma poi?
Il sindaco Bellotti, intervenuto anch’egli all’incontro, si è detto ben felice di avere un comitato al suo fianco che si possa battere per il bene di tutti coloro che sono ancora in una situazione di disagio. Ha cercato di dare dei termini, sperando che vengano rispettati dalla Regione dove ora si trovano i fondi da dare alle famiglie guglionesane, di circa dieci giorni.
«Sono contento di avervi al mio fianco, vi metto a disposizione gli avvocati del Comune e se serve, se non riceveremo risposte, sono pronto a scendere in piazza con voi e andare sotto alla Regione. Io e voi, noi insieme per il vostro bene».

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