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Sesso con 4 minori adescate sui social: 30enne della provincia di Isernia torna in cella

Sesso con 4 minori adescate sui social: 30enne della provincia di Isernia torna in cella

Torna in carcere il 30enne della provincia di Isernia che, nell’aprile del 2014, venne smascherato dai Carabinieri con l’accusa di aver fatto sesso con quattro ragazze minorenni, dopo averle adescate sui social network. Il giovane deve scontare una pena residua di due anni e mezzo di detenzione e, per questo, è stato arrestato dai militari della Compagnia del capoluogo pentro, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Corte d’Appello di Campobasso.
Il 30enne, condannato in primo e secondo grado, è stato rintracciato presso la sua abitazione e condotto presso il comando provinciale dell’Arma. Quindi, ultimate le formalità del caso è stato trasferito presso il penitenziario di Ponte San Leonardo.
Il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, si concluse nel giugno del 2016 con una condanna a sei anni. Poi, a distanza di quasi due anni dalla sentenza emessa dal tribunale di Isernia, i giudici dell’Appello di Campobasso, la scorsa estate, hanno rideterminato e ridotto la pena a tre anni e sei mesi.
L’allora 25enne venne arrestato nella primavera del 2014 dai carabinieri, al termine di una lunga serie di indagini partite perché durante un controllo, fu sorpreso a bordo della propria auto con due ragazzi maggiorenni ed una tredicenne. Un situazione che, ai carabinieri apparve fin da subito piuttosto strana. Per questo decisero di andare in fondo alla storia. E gli accertamenti consentirono di risalire immediatamente alle colpe imputabili al ragazzo. A confermare l’accaduto, con l’assistenza di uno psicologo, fu la stessa tredicenne che, all’epoca dei fatti, dichiarò di aver fatto sesso con il giovane e che non era stata la sola. Dalle ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, emerse che il ragazzo adescava giovani minorenni sui social network, per poi incontrarle e condurle nella propria abitazione dove poi ne approfittava sessualmente riprendendo spesso le proprie “performance”.
Gli elementi raccolti consentirono prima di arrestare il ragazzo e poi di processarlo e condannarlo. Nel frattempo ha già scontato un anno di custodia cautelare.

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