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Reddito di cittadinanza, a Campobasso nessuna ‘corsa’ agli sportelli

Reddito di cittadinanza, a Campobasso nessuna ‘corsa’ agli sportelli

La corsa al reddito di Cittadinanza a Campobasso è partita un po’ a rilento. Da ieri infatti è possibile presentare domanda per ottenere l’assegno mensile, che varia a seconda di alcuni paramenti, presso gli sportelli postali, i Caf oppure online. In città gli uffici postali non sono stati presi d’assalto come avvenuto, invece, in altre zone d’Italia. Complessivamente ieri lungo tutto lo Stivale sono state presentate oltre 30mila domande alle Poste. Affluenza maggiore, invece, ai Caf del capoluogo dove sono state ampiamente superate le 100 istanze. Ma tra i cittadini regna ancora confusione: in molti si sono recati agli sportelli soprattutto per chiedere informazioni e ‘aiuto’ per la compilazione della domanda.
Accedere al sussidio non è semplicissimo: occorre infatti rispettare diversi requisiti e non tutti sanno se ne hanno diritto o meno. I beneficiari devono essere in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadini di uno Stato membro UE. È riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno; aver risieduto in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in maniera continuativa; avere un ISEE inferiore a 9.360 euro; avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 30.000 euro; avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000 euro. Questo limite è innalzato di 2.000 eruo per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000 euro). Vi è poi un incremento di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo, e di 5.000 euro in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare; avere un reddito familiare non superiore a 6.000 euro. Questa soglia è aumentata a 9.360 euro qualora il nucleo familiare sia in affitto (clicca qui per la formula per calcolare il reddito familiare).
Non hanno diritto al reddito di cittadinanza, invece i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o motoimmatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del RdC, nonché di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni (clicca qui per approfondire); i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto; i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena; i nuclei familiari dove uno dei componenti risulti essersi dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda (ad eccezione delle dimissioni per giusta causa).

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