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Blackout al Caracciolo di Agnone, Marcovecchio presenta un esposto in Procura

Lo aveva ampiamente anticipato e così è stato. Nella giornata di ieri il sindaco Lorenzo Marcovecchio si è recato in Procura ad Isernia ed ha presentato un esposto che invita l’autorità giudiziaria a fare luce sull’ultimo episodio del blackout verificatosi all’ospedale San Francesco Caracciolo. Una vicenda di una gravità inaudita che come riportato nelle cinque pagine vergate dal primo cittadino poteva «cagionare danni che solo e soltanto per pura fatalità non hanno avuto risvolti di natura drammatica».
Nell’esposto depositato nella stanze del tribunale di Isernia, il primo cittadino chiama in causa la ditta “Italtechno” di Sambuceto (Ch), che a suo dire avrebbe responsabilità ben precise nella gestione delle operazioni eseguite sulla linea elettrica di fatto interrotta per ben cinque ore.
«Chiedo alla Procura di Isernia – scrive Marcovecchio – di accertare e segnalare comportamenti – anche omissivi – penalmente rilevanti per così giungere alla punizione di quei colpevoli che con le loro condotte hanno cagionato danni alla struttura ospedaliera e ai pazienti ricoverati». L’episodio – ricorda ancora l’avvocato agnonese – ha costretto il trasferimento d’urgenza dei dializzati a sottoporsi alle cure salvavita presso l’ospedale di Isernia e, fortuna ha voluto, che non erano previsti interventi chirurgici nelle sale operatorie. Inoltre nell’esposto depositato Marcovecchio va oltre rappresentando come il nosocomio agnonese vive un momento di particolare angoscia. «Infatti, nonostante dal 2015 il Caracciolo tramite il decreto Balduzzi è stato riconosciuto struttura di area particolarmente disagiata, a tutt’oggi nulla è stato fatto per dare applicazione a quanto stabilito con legge dello stato ma, anzi, qualcosa di esistente (se possibile) è anche venuta meno». Il riferimento va a quei servizi, vedi Chirurgia in day surgery o week surgery, un vero Pronto soccorso, Radiologia h 24, personale medico assicurato a rotazione dall’hub e spoke di riferimento, di cui non esiste traccia. «Omissioni – continua Marcovecchio – penalmente rilevanti visto il mancato rispetto della legge e nella fattispecie del decreto Balduzzi«. «Se è vero come è vero che con un provvedimento normativo l’ospedale di Agnone è stato configurato come di area particolarmente disagiata, allora chi di dovere avrebbe dovuto predisporre strade alternative – magari anche private – affinché il presidio garantisse quanto previsto con norma statale. Non fare né l’uno né l’altro ma, per di più, permettere il trasferimento di quei professionisti agnonesi in altre strutture (vedi Isernia), può configurare non solo l’omissione di atti di ufficio ma anche un abuso penalmente rilevante. È , quindi, in questo clima di sfiducia che va inserito l’episodio del blackout, incidente, che magari in situazioni di normalità sarebbe potuto passare anche in sordina (perché con personale medico presente, con un Pronto soccorso degno di tale nome che avrebbe potuto far fronte ad eventuali emergenze) ma che, in questa situazione rimaneggiata, rappresenta l’ennesima preoccupazione per la popolazione giustamente intimorita». Come dire la misura è colma. Così se in prima battuta e per quieto vivere in attesa di possibili soluzioni, Marcovecchio e la sua giunta ha assecondato le promesse dell’Asrem, adesso ha deciso irremovibilmente di passare alle vie dei fatti non ammettendo più prese in giro o proclami da marinaio. Al tempo stesso il sindaco di Agnone ha chiesto ai vertici Asrem (Sosto, Forciniti, Lucchetti) e al presidente della Regione Molise, Donato Toma di riferire quanto accade nel prossimo consiglio comunale convocato per il 30 marzo prossimo a Palazzo San Francesco.

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