Menù

Isernia, rapina in casa del notaio: arrivano le condanne

Sono state emesse, in Tribunale a Isernia, le sentenze per uno degli episodi più violenti che si sono registrati in città negli ultimi tempi: la rapina in casa del notaio Giuseppe Gamberale. Il giudice Arlen Picano, al termine del processo, ha condannato il 40enne Elvis Caldaras, a 14 anni di reclusione, mentre Massimiliano Menichelli di 47 anni e Valentina Zarrillo di 35, a 4 anni e 8 mesi ciascuno.
La rapina si consumò all’alba del 16 settembre del 2017. La ricostruzione degli inquirenti ha consentito di accertare che il 40enne – a volto scoperto e armato di una pistola falsa – passando dal seminterrato è riuscì ad entrare nell’appartamento di via Libero Testa forzando la serratura. Quando si trovò di fronte la donna la minacciò, poi la strattonò facendola cadere a terra. Dopo l’afferrò per i piedi, trascinandola sul pavimento per riuscire a farsi consegnare tutti i soldi e i preziosi che aveva con sé.
Le urla dell’anziana misero in allerta i familiari e anche i complici del bandito, che si sono dileguarono facendo perdere le loro tracce. Forse non immaginavano che il loro ‘passaggio’ sarebbe stato immortalato dalle telecamere. Il figlio, la figlia e il genero della donna, che risiedono negli appartamenti attigui, intervennero facendo partire le chiamate al 112 e al 113. Prima che potesse riuscire a fuggire, il malvivente fu bloccato dai carabinieri che lo arrestarono. Nel frattempo i poliziotti trovarono la pistola. Solo in quel momento ci rese conto che si trattava di un’arma falsa, replica di una beretta 92FS priva del tappo rosso, analoga a quelle in dotazione alle forze di polizia. L’uomo, completate le formalità del caso venne associato nel carcere isernino di Ponte San Leonardo. La notte successiva alla rapina i carabinieri, grazie anche all’identikit fornito dalle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza dell’edifico, rintracciarono anche la 35enne. La donna era riuscita a sfuggire all’arresto e aveva lasciato Isernia per rifugiarsi in un pub di Pomezia, gestito da alcuni familiari. È lì che i militari dell’Arma la trovarono e arrestarono. L’ultimo ad essere arrestato fu Massimiliano Menichelli. Qualche giorno dopo venne rintracciato e fermato ad Aprilia.
Gli elementi raccolti dagli inquirenti consentirono di chiedere e ottenere il processo per i tre rapinatori. Ora i loro legali – gli avvocati Natalino Sabatini, Umberto Salmaso e Giuseppe Gullì – decideranno se ricorrere in appello all’esito delle motivazioni che saranno depositate entro il termine di novanta giorni.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.