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Fridays for future: studenti isernini scioperano contro il cambiamento climatico

Studenti isernini in piazza con ‘Fridays for Future’ per scioperare contro il cambiamento climatico. Si è svolta ieri, in tutta Italia, la giornata dedicata al pianeta, in cui studenti e docenti hanno protestato contro i danni irreversibili a cui la Terra sta andando incontro, a partire dal cambiamento climatico e dal surriscaldamento globale.
‘Fridays for future’ è un’iniziativa internazionale per chiedere ai governi di impegnarsi contro il cambiamento climatico. È stata promossa da Greta Thunberg, una quindicenne svedese che, per sensibilizzare il proprio governo, dall’agosto dello scorso anno ha manifestato ogni venerdì di fronte al Parlamento svedese. Oggi l’iniziativa coinvolge ormai gruppi di giovani studenti in diversi Paesi ed è diffusa anche in diverse città italiane. ‘Fridays for future’ chiede in modo semplice e diretto un maggiore impegno per impedire che la crisi climatica abbia esiti drammatici e irreversibili e coinvolge principalmente i giovani.
Le buone ragioni per allargare questo coinvolgimento non mancano: i giovani sono i più sensibili e i più interessati a un futuro dove loro dovranno vivere. La crisi climatica genera anche ingenti danni e costi economici e il cambiamento verso un’economia senza emissioni di carbonio offre straordinarie nuove opportunità di innovazione e di investimenti per le imprese, quindi anche possibilità di nuova occupazione.
I giovani isernini, dunque, prima di scendere in strada, si sono riuniti in assemblea per discutere del problema e delle sue eventuali soluzioni. Poi hanno sfilato per le strade principali di Isernia con cartelli, cori, fischietti e flashmob per una protesta certamente pacifica ma ricca di significato.
«Credo che gli adulti ci abbiano lasciato un mondo che dobbiamo migliorare e salvaguardare per le generazioni future», ha commentato una giovane studentessa che ha preso parte al corteo. «Noi ci adoperiamo per far notare il problema alle autorità – ha commentato un’altra studentessa –, perché questo è il primo passo affinché si accendano i riflettori su quanto sta succedendo. È importante partire dalle cose semplici, come la raccolta differenziata, e fare di tutto per proteggere l’ambiente. Per noi è un tema molto importante – ha proseguito – perché il futuro è nelle nostre mani e dobbiamo preservare ciò che ci circonda per chi verrà dopo di noi. In primis ci stiamo adoperando per tutelare un mondo che, se continuiamo così, tra non molti anni sarà invivibile».
La rabbia dei ragazzi, anche a Isernia, è stata indirizzata verso quelle istituzioni che, nonostante abbiano gli strumenti per poter intervenire, fingono di ignorare un problema che rischia di portare alla distruzione dell’intero pianeta. Il corteo degli studenti, guidato dal preside Bruno Caccioppoli, è partito da corso Risorgimento, sede dell’istituto Fermi, ed è arrivato fino al piazzale antistante la Provincia, passando per il Tribunale. Il dirigente scolastico ha marciato al fianco dei suoi ragazzi e insieme hanno protestato affinché chi di dovere faccia un’inversione di rotta necessaria. La concentrazione di anidride carbonica, infatti, ha superato la media di 410 parti per milione: è il livello più alto raggiunto in almeno 800.000 anni e non fa che aumentare. Gli scienziati ritengono che il mondo non abbia mai vissuto un aumento dei livelli di CO2 così veloce e intenso come questo e che ci restano soltanto 12 anni prima di superare i fatidici 1,5 gradi, con cambiamenti totalmente irreversibili in tutto l’ecosistema.
«I governi devono capire che abbiamo bisogno di un mondo pulito – ha dichiarato un altro giovane durante la protesta – e tutti noi, nel nostro piccolo, dobbiamo contribuire».
Tutti gli studenti si trovano d’accordo nell’affermare che è necessario protestare, ma che è importante anche agire in maniera coscienziosa, partendo dalle abitudini quotidiane: «Tutti noi possiamo fare molto. Un ottimo punto di partenza sarebbe buttare i rifiuti dove è opportuno, ridurre i consumi, cercare di riciclare la plastica – ha commentato un degli studenti –. Spero che verremo ascoltati e che la nostra voce sia presa in considerazione».
Anche il dirigente scolastico del ‘Fermi’ e dell’istituto ‘Giovanni XXIII, Bruno Caccioppoli, è sceso in piazza per protestare: «Questa manifestazione è molto importante – ha affermato Caccioppoli –. La protesta verso le istituzioni che non fanno abbastanza è necessaria ed è una lezione di educazione ambientale diversa dal solito, ma sicuramente funzionale. Rendere consapevoli i ragazzi di quello che sta succedendo, poi, è fondamentale affinché prendano consapevolezza della gravità di questa situazione».

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