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Omaggio a Gianni Falcione nel segno della lotta alla droga, un premio a chi ce l’ha fatta

Omaggio a Gianni Falcione nel segno della lotta alla droga, un premio a chi ce l’ha fatta

Quarta edizione, quattro anni in cui il ricordo di Gianni Falcione – il giudice giusto scomparso prematuramente a fine 2014 – coniuga l’omaggio doveroso a uno dei molisani migliori con una scommessa concreta sulle giovani generazioni.
Il 20 marzo al Teatro Savoia, dalle 20.30, ‘Il mio progetto è la vita’: si esibiranno l’orchestra polifonica del Conservatorio e il coro polifonico ‘Jubilate’. Durante la serata sarà assegnato il premio intitolato a Gianni Falcione, una borsa di studio di mille euro, che in questi anni è stata assegnata agli studenti più meritevoli o a ragazzi che alle spalle hanno storie difficili che però non gli hanno impedito di farsi strada.
La quarta edizione sposa le ragioni di chi combatte l’emergenza droga dilagante in Molise e in particolar modo a Campobasso. «Abbiamo pensato di premiare un ragazzo che è riuscito a uscire dal tunnel della droga. Sarà probabilmente una goccia nel mare – spiega Lina, la sorella di Gianni Falcione – ma può essere e vuole essere un segnale per sensibilizzare l’opinione pubblica». Sul palco salirà anche il procuratore del capoluogo Nicola D’Angelo, che sogna una ‘Molise senza sostanze stupefacenti’, e che ci sta lavorando insieme a una rete istituzionale e sociale che ha voluto creare per affrontare l’emergenza da tutti i punti di vista, non solo quelli repressivi di cui si occupa per lavoro.
Da magistrato, Falcione «sapeva distinguere fra lo spacciatore che doveva essere punito e il ragazzino spaventato che magari aveva commesso un errore ma che poteva essere riportato sulla strada giusta. In questo secondo caso, le sue ramanzine sono rimaste nella storia. È un altro esempio dell’umanità che metteva nel suo mestiere».
L’evento del 20 marzo è organizzato dall’associazione culturale ‘Gianni Falcione’ insieme alla Provincia di Campobasso, alla Regione e per la prima volta anche insieme al Conservatorio Perosi. «Vogliamo dare attenzione a un’istituzione cui non viene sempre dato il giusto merito», conclude Lina Falcione.

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