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Evotion, un’app per avere sotto controllo la salute dei bambini

Un team di soli under 30. Alessio Pietracupa è cofondatore e amministratore delegato – oggi si dice Ceo – di Evotion. Per la startup cui ha dato vita insieme a un compagno di studi cura anche le relazioni con gli investitori. Alla sua età ha già realizzato tanto. Viene spontaneo chiedere: e da grande? Scherza: «Il pensionato…». Invece no, ha i piedi e la testa ben piantati nel presente: «Voglio dare tutto per questo progetto che può cambiare in meglio la vita delle persone. Al futuro penserò dopo…».
Evotion si occupa di soluzioni biomediche. Ha in fase di sperimentazione un progetto che ha già avuto riscontri importanti in vari Stati europei e in Israele. Si tratta di una sorta di Apple watch medico, con un software ipertecnologico: al polso di bambini da 0 a 5 anni, attraverso un’app permette a mamme e papà (perché no, a nonni al passo coi tempi) di monitorare in tempo reale lo stato di salute del piccolo.
Dopo la laurea in Impresa e Management alla Luiss, Alessio continua a studiare. Nel luglio 2017 sceglie di puntare sull’innovazione che «può aiutare le persone e i professionisti», dice. Lo fa, con Evotion, insieme a Mariano Guzzetta, Alessandro Maria Avitabile e Marco Scaravelli. Dopo mesi di ricerche cliniche e analisi di mercato approfondite, individuano il primo target: i bambini.
Le partnership sono prestigiose e autorevoli, tra queste il Neuromed e il Bambino Gesù di Roma.
Un bracciale, dunque, «innocuo», ci tiene a precisare il Ceo di Evotion. Analizza lo stato di salute del bimbo attraverso parametri biometrici che poi vengono aggregati sul cloud attraverso algoritmi brevettati. Il ‘prodotto’, in formato testuale, è inviato sul telefono del genitore che può controllare il proprio bambino accedendo all’app. «Siamo i primi a dire, nonostante ci occupiamo di tecnologia, che in medicina l’uomo non può essere sostituito. Il bracciale però è un supporto efficace sotto due aspetti. Intanto, l’obiettivo è ridurre lo stato di ansia delle mamme. Negli ultimi anni in Italia ci sono state 30mila dimissioni dal lavoro di donne costrette a scegliere tra famiglia e lavoro e che hanno quindi abbandonato la carriera professionale. E poi c’è il supporto agli operatori sanitari, pensiamo ai pediatri o ai neonatologi: il bracciale è utile perché, previo consenso del genitore, accedendo alle informazioni dell’app hanno tutto lo storico riguardante la salute del bambino».
Entro fine mese, dopo un anno di lavoro, sarà disponibile il prototipo definitivo. «Lo testeremo in alcune strutture del gruppo Neuromed che investono molto sui giovani e l’innovazione. Questa prima fase di test ci servirà per capire se dobbiamo cambiare ancora qualcosa. Poi la fase finale della sperimentazione al Bambino Gesù di Roma».
Idee, preparazione e coraggio. Voglia di approfondire e sacrificare ore del giorno al lavoro. Un mix di successo. Tra le altre cose, Evotion è stata fra le 20 società del Sud Italia scelte dall’Ice di Tel Aviv per rappresentare il Meridione a un evento con rappresentanti istituzionali italiani (tra cui l’ambasciatore Gianluigi Benedetti), israeliani e rappresentanti di eccellenze israeliane tra cui il Technion, uno degli istituti più all’avanguardia a livello mondiale) e la Carmel University. Una due giorni in cui la startup si è fatta conoscere, ci sono stati incontri con gli investitori e rappresentanti di istituti che fatto dell’innovazione il tratto distintivo. Un banco di prova superato a pieni voti.
Se Israele è la patria dell’innovazione, del Molise e dell’Italia più in generale si ha un’idea opposta. Invece Alessio Pietracupa ribalta la prospettiva. La sua esperienza dice altro. La Regione Molise, «a differenza di quello che si può pensare, si sta muovendo benissimo sull’innovazione, ci crede e investe sui giovani. Noi siamo grati alla Regione, abbiamo iniziato a lavorare dopo aver partecipato a un bando sull’hi tech, i tempi sono stati brevissimi. Per me e i miei colleghi è un onore portare nel mondo lo stemma del Molise».
Certo, i risultati non arrivano schioccando le dita. «A chi ha la mia età vorrei dire che qualsiasi lavoro comporta sacrifici. Io ho esempi molto positivi in famiglia ed è ovvio che ci sia una certa pressione, anche involontariamente. Tra noi ragazzi di oggi, circondati da falsi miti, si è perso di vista il sacrificio. Non basta avere belle idee per raccoglierne, il giorno dopo, i frutti. Non è così. Lavoro su questo progetto, insieme a tante belle persone che ci lavorano con me. Non è solo un fuoco di paglia. E voglio esportare il modello Molise».
Gli esempi in famiglia. Già. Mario Pietracupa, attualmente presidente della Fondazione Neuromed e un passato (e un presente) da manager di successo della sanità. Con ‘incursioni’ in politica che lo hanno visto presidente del Consiglio e assessore regionale. «Papà è stato una guida, senz’altro. Però mi ha lasciato i miei spazi, anche la libertà di sbagliare. Si tratta di un progetto molto rischioso, un investimento al buio, su un mercato che non conoscevo. Mio padre – racconta Alessio – mi ha detto: se ci credi, fallo, io non ti aiuto smuovendo le montagne, sarò una guida e niente di più. Forse quel che ho realizzato in un anno, con il suo aiuto, lo avrei raggiunto in un mese. Ha voluto che imparassi, sapendo che sarei stato molto più soddisfatto degli obiettivi raggiunti. E facendo così mi ha aiutato più di quanto avrebbe potuto fare diversamente. Oltre a papà, c’è zio Aldo (l’eurodeputato Patriciello, ndr). Nonostante sia arrivato a livelli altissimi, non dimentica mai lo spirito di sacrificio. Sì, ne sono convinto: non potrei avere esempi migliori».

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