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La madre muore, lui rimane solo: a Venafro gara di solidarietà in memoria di Monica

Il cuore grande dei venafrani ha dato i suoi frutti. La gara di solidarietà con la “raccolta fondi destinata ad una famiglia bisognosa” scattata l’indomani della morte di Monica ha dunque permesso di evitare eventuali strascichi.
«A due settimane dalla chiusura della raccolta – annunciano Eugenio, Daniela e Brunella – possiamo dire che sono state sanate le situazioni più delicate».
Quindi, l’obiettivo principale è stato raggiunto: scongiurare problemi al figlio della giovane donna, «grande lavoratrice e stimata e ben voluta da tutti, come abbiamo potuto constatare ancora una volta…».
In effetti, grazie alla disponibilità di numerose attività commerciali che hanno ospitato il “salvadanaio” nonché della San Giovanni in Platea con don Salvatore Rinaldi che ha permesso l’utilizzo del conto corrente della parrocchia, in poco più di un mese sono già stati raccolti circa 17mila euro.
«Una grande risposta da parte di tutti, venafrani ma non solo. Le offerte infatti sono arrivate anche da fuori regione oltre che dall’hinterland di Venafro. Vogliamo ringraziare di cuore tutti, uno ad uno per la solidarietà dimostrata».
Eugenio, Daniela e Brunella dopo la morte della loro amica si sono subito attivati raccogliendo l’istanza di amici e conoscenti di Monica per onorarla anche dopo la morte.
In questo modo il figlio della giovane e sfortunata madre potrà guardare al futuro con meno preoccupazioni. Il ragazzo, dopo il facilmente immaginabile sconforto, si è subito rimboccato le maniche e attualmente sta lavorando – con un contratto a tempo determinato – in un’azienda del venafrano.
L’improvvisa situazione in cui è venuto a trovarsi è stata dunque “tamponata”, almeno per il momento. Sia come sia la raccolta proseguirà ancora fino al 31 marzo.
I promotori della gara di solidarietà hanno voluto comunque sottolineare che quella in cui è incappata tanto Monica che suo figlio è una condizione in cui purtroppo chiunque avrebbe potuto trovarsi. Il cuore dei venafrani e non solo è riuscito per lo meno a ridare un barlume di speranza. Al giovane, ma anche a tutti coloro i quali – e sono stati finora già tantissimi – hanno generosamente partecipato offrendo un contributo e dimostrando che pure nei momenti peggiori si può contare sull’aiuto degli amici e della comunità.

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