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A Bojano l’addio ad Angelo e Annalisa, «l’amore ci spinge a non avere nel cuore la vendetta»

Ieri pomeriggio il Comune di Bojano ha decretato il lutto cittadino in concomitanza dei funerali di Angelo Iorio e Annalisa Salvati. Alle esequie, concelebrate da don Giovanni di Vito e don Gianni Buontempo, nell’antica cattedrale ha partecipato una grande folla commossa e addolorata. La coppia, rispettivamente di 47 e 41 anni, è rimasta vittima, nella prima mattinata di giovedì scorso, di un tragico incidente automobilistico sulla strada statale 17 in agro di San Polo Matese, nei pressi del distributore Agip, in seguito ad uno scontro frontale tra il loro Suv Hyundai Tucson e una Mercedes C200. L’intera città ha voluto dare loro l’ultimo saluto stringendosi intorno ai familiari in un momento così doloroso per l’inaspettata tragedia.
Tantissimi i parenti e amici giunti da Campodipietra, il paese di lei, nonché da Campobasso e da altri centri del Molise. «È difficile esprimere parole per il dolore che abbiamo dentro di noi e nel nostro cuore – ha detto don Giovanni di Vito nel corso dell’omelia -; ci sono parole che non possono mai riempire il vuoto e non potranno mai rimettere in piedi le nostre vite. Non chiedetemi perché! Non chiedetemi dove era Dio l’altro giorno. La morte di Angelo e di Annalisa ci porta a vivere l’esperienza della fragilità della nostra Fede, ci fa vivere la durezza della speranza che si trasforma molte volte in disperazione. La loro morte ci ha toccati, noi ci troviamo ad essere come Marta, nel Vangelo, che va da Gesù e dice: Signore se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto, ma aggiunge, ed è qui poi quel profumo di risurrezione che siamo chiamati a portare nella nostra vita, ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, Egli te la concederà. Se da una parte conosciamo la tristezza delle lacrime, il dolore della separazione, e se anche nel nostro cuore le domande che abbiamo non troveranno una risposta, ripetiamo a noi stessi: io so che qualunque cosa chiederò, Dio me la concederà. Certamente non ci darà indietro Angelo e Annalisa, ma ci concederà forse la capacità di guardare più lontano. Il Signore ci farà comprendere che non si può puntare il dito contro nessuno, dovremo piuttosto puntare il dito contro noi stessi, perché è facile molte volte andare alla ricerca di responsabilità, anche evidenti. Siamo chiamati prima di tutto a guardarci dentro, perché l’uomo è libero e Dio non può mettere mano nella libertà dell’uomo; e quando l’uomo pensa nella sua libertà di poter fare tutto, l’uomo distrugge! L’uomo è libero, come erano liberi l’altro giorno Angelo e Annalisa di andare come ogni mattina al lavoro, mettersi in macchina. Tutti abbiamo la libertà di poterci muovere come vogliamo, tutti abbiamo la libertà di poter rispettare o non rispettare il Codice della Strada, tutti abbiamo la libertà di poter fare quello che vogliamo, ma tutti abbiamo anche il diritto di giungere alla meta desiderata. La libertà è un dono prezioso – ha aggiunto don Giovanni -, che si comprende soltanto quando si vive dal punto di vista civile e del rispetto delle regole, ma il cristiano va oltre, vive la dimensione dell’amore perché sa che senza l’amore la vita non ha senso, ed è quell’amore che ci spinge oggi ad andare a ricercare quelle strade che ci porteranno a perdonare, a non avere nel cuore il risentimento, la vendetta».
Il sacerdote al termine dell’omelia ha voluto lanciare un messaggio d’amore, sottolineando come la vita è un dono di Dio, della sua provvidenza, e che Angelo e Annalisa sono stati preziosi nella loro vita per tutti, e oggi lo sono ancora di più perché hanno insegnato con il loro sacrificio cosa significa vivere e vivere soprattutto la bellezza dell’amore. Straziante il dolore dei familiari e dei parenti tutti per l’improvvisa e tragica morte di questi giovani genitori che lasciano cinque figli, il più grande ha 17 anni, mentre la più piccola appena un anno e mezzo. Le due salme trasportate al cimitero cittadino saranno tumulate nella cappella di famiglia.
Come abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, Angelo e Annalisa a bordo del loro Suv stavano recandosi al lavoro presso la società 3G call center di Campobasso, erano le 7.45, ad un certo punto all’altezza del distributore di carburanti sulla SS 17, in agro di San Polo, la loro corsia di marcia è stata invasa da una Mercedes in fase di sorpasso che viaggiava a forte velocità, è stato un frontale violentissimo, il bojanese probabilmente non ha avuto neanche il tempo di rendersi conto di quello che gli stava per succedere, è morto sul colpo. Annalisa, invece, è stata estratta dalle lamiere ancora in vita, le sue condizioni sono apparse subito disperate, infatti, è morta sull’ambulanza del 118 appena è giunta all’ospedale di Tappino. Illeso, invece, il conducente della Mercedes, A.M., 60enne, imprenditore di Pontelandolfo in provincia di Benevento. Sono in corso le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Bojano per ricostruire la dinamica del grave sinistro, anche se dalle immagini della telecamera di videosorveglianza installata presso il distributore Agip, acquisite subito dopo dai militari, appaiono abbastanza chiare le cause del frontale. Già dai prossimi giorni le Autorità giudiziarie potrebbero formulare nei confronti del campano l’ipotesi di omicidio stradale plurimo, un reato che prevede l’arresto immediato.
E.C.

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