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Centrodestra la partita si complica: Niro e civiche vogliono le primarie

L’assenza al tavolo del centrodestra di lunedì non è passata inosservata. Un diktat, dicono i bene informati, arrivato direttamente dal Capitano che pare non abbia gradito il coinvolgimento delle due pasionarie, Calenda e Romagnuolo, alle trattative per il voto di maggio. E c’è già chi scommette che la Lega sia pronta a correre ‘in solitaria’ smarcandosi dalla coalizione e presentando un proprio candidato sindaco al Comune di Campobasso. Certo, un’ipotesi azzardata che potrebbe essere smentita o confermata domani, quando il centrodestra tornerà a riunirsi.
Intanto ieri il gruppo del Carroccio è approdata nel Consiglio di Palazzo San Giorgio: ieri ne è stata notificata la composizione, durante l’assise civica, con Alberto Tramontano e Alessandro Pascale, quest’ultimo assume anche il ruolo di capogruppo della “Lega Per Salvini Premier”.
In vista delle amministrative, quindi, dopo Termoli e Isernia, anche Campobasso ha il gruppo Lega. «Un traguardo importante – ha commentato il coordinatore Regionale Luigi Mazzuto – impensabile fino a qualche tempo fa. I nostri consiglieri potranno, di fatto, svolgere attività sotto la bandiera della Lega di Salvini, ma non solo, potranno anche, laddove ricorrano le condizioni, aprire l’adesione ad altri».
Ma lo ‘screzio’ con la Lega non sembra l’unico problema che deve affrontare il centrodestra a due mesi dalle elezioni. Nell’ultima riunione aperta ai movimenti civici è emersa anche un’altra ‘spaccatura’, quella riguardante il metodo di scelta del candidato sindaco. Le civiche hanno infatti avanzato la proposta della primarie. Un’idea sostenuta apertamente, e in diverse occasioni, anche dall’assessore regionale Vincenzo Niro, uno degli ‘azionisti di maggioranza’ della coalizione.
Di diverso avviso Forza Italia, Udc e Fratelli d’Italia che hanno dettato la linea: il nome del candidato sindaco verrà fuori dal confronto del tavolo, la figura che guadagnerà la più ampia condivisione di tutte le forze politiche, compresa quella del governatore Toma. Insomma, due posizioni non proprio concilianti che potrebbero complicare ulteriormente il lavoro del centrodestra.

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