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L’Ue riforma il copyright, «stop allo strapotere dei giganti del web»

L’Ue riforma il copyright, «stop allo strapotere dei giganti del web»

«Una vittoria della proprietà intellettuale e di tutti coloro che lottano per vedersi riconosciuto il diritto ad un equo compenso. La nuova riforma è il frutto del grande lavoro svolto in questi anni dal Parlamento europeo nel trovare il giusto compromesso tra l’esigenza di proteggere gli autori e la necessità di non imbavagliare il web. Un obiettivo ampiamente raggiunto».
Commenta così Aldo Patriciello, europarlamentare Ppe e membro della Commissione Telecomunicazioni, la nuova direttiva varata ieri dal Parlamento Ue sulla protezione del diritto d’autore. Il testo approvato dalla plenaria di Strasburgo intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione.
«Io credo che il tema della libertà non possa essere distinto da quello della responsabilità – ha dichiarato Patriciello – E credo fermamente che la riforma approvata sia una riforma bilanciata. Si tratta di un accordo che protegge la vita delle persone, salvaguarda la democrazia difendendo un panorama mediatico diversificato, rafforza la libertà di espressione e incoraggia la creazione di nuove imprese e lo sviluppo tecnologico. Allo stesso tempo – ha spiegato l’eurodeputato molisano – l’accordo contiene numerose disposizioni per garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. Le regole approvate, ad esempio, non limitano in alcun modo Wikipedia o la libertà di satira. È ovvio, però, che ciò non può significare sfruttare gratuitamente il lavoro di altri. Questo accordo, infatti, corregge una situazione che ha permesso a poche aziende di guadagnare ingenti somme di denaro senza remunerare in maniera adeguata le migliaia di creativi e giornalisti da cui dipendono. In definitiva – ha concluso Patriciello – le nuove norme aiuteranno a rendere il web pronto per il futuro: uno spazio a beneficio di tutti, non solo di pochi potenti».

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