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Aviosuperficie e traghetto per la Croazia, ma «prima pensiamo a bus e treni»

Aviosuperficie e traghetto per la Croazia, ma «prima pensiamo a bus e treni»

Prima di Pasqua sapremo quando partiranno i lavori per l’elettrificazione della rete ferroviaria da Roccaravindola a Campobasso. Adesso sappiamo che Rfi aveva chiesto una proroga ma la Regione ha detto no: è ora.
Dal 9 maggio, e per almeno i mesi estivi ma l’obiettivo è proseguire per tutto l’anno, Guidotti Ships effettuerà un collegamento stabile con la Croazia. «Una finestra aperta sull’infinito», secondo il governatore Donato Toma (che presiede anche la Macroregione), la percorrenza in Adriatico. Difficile non pensare al Termoli Jet di altra epoca e avverse fortune. Ma in quella operazione – che si dovrebbe definire mai andata in porto se non sembrasse ironico rispetto al fatto che il catamarano acquistato coi fondi pubblici dell’articolo 15 è rimasto quasi sempre all’attracco prima di finire comprato all’asta dai coreani – la Regione investì di suo. A questa sperimentazione, chiarisce Toma, Palazzo Vitale partecipa «nel senso che abbiamo dragato il porto». L’auspicio è che la tratta trovi riscontri fra i turisti e i clienti commerciali e sia così stabilizzata.
Non solo. Il 4 aprile, nell’incontro con l’amministratore di Invitalia Arcuri in cui saranno analizzati i progetti candidati al contratto di sviluppo istituzionale, sarà approfondito anche il progetto di aviosuperficie promosso dal capitano Carosella. «In prospettiva, ma molto a lungo, vorremmo che lo sviluppo del Molise passasse per il trasporto intermodale. Intanto ci interessano gomma e ferro», sintetizza Toma nella conferenza stampa convocata insieme all’assessore Vincenzo Niro per presentare l’accordo col ministero dei Trasporti per la redazione del piano della mobilità (che approderà in Consiglio entro 18 mesi) e del piano stralcio dei servizi minimi. Quest’ultimo sarà pronto entro 90 giorni, il governatore allunga la stima al massimo a 180, e costituirà la base per il bando per il gestore unico. Un’unica impresa che gestirà il Tpl extraurbano. Forse anche quello urbano, Niro ha detto che ci si sta ragionando.
Con la firma di Toma e Toninelli si è chiusa una procedura avviata con una delibera di giunta di ottobre scorso. La scelta del nuovo governo regionale è stata di aggiornare prima la programmazione e poi indire la gara per il gestore. Il vecchio piano risaliva al 20020, lo aveva redatto l’Università, ma a partire dalla popolazione molti numeri sono cambiati da allora. «L’esecutivo precedente – rivendica Toma – a ottobre 2013 approvò un primo atto ma poi sono passati cinque anni senza che sia accaduto nulla. Oggi, grazie alla nostra amministrazione, passiamo alla fase operativa».
«Non potevamo andare a gara con dati del 2002», ha aggiunto Niro. In un primo momento era stata coinvolta l’Università per la redazione del piano. «Ci ha poi fatto sapere di non avere tutte le professionalità necessarie e abbiamo scelto la strada dell’intesa col Mit». Che non è gratuita, anzi «costa, ma ci consente di pagare a consuntivo», ha spiegato Toma. La Regione dovrà pagare il Ministero per il lavoro dei suoi tecnici: al massimo mezzo milione di euro. «Ma è un tetto massimo, magari spenderemo 200mila euro. Non c’è lucro».
Novità anche per le fermate: 14 nuove piazzole in arrivo e una gestione più sistematica e improntata alla sicurezza. Così per i mezzi. Numerosi quelli obsoleti, il Molise è fra le Regioni che hanno chiesto un anno di proroga per la sostituzione dei bus euro zero. La giunta ha deliberato sulla compartecipazione al rinnovo del parco autobus delle ditte: 3 milioni di euro sul tavolo, sono fondi Fsc che altrimenti, ha detto Toma, «avremmo perso».
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