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Larino, inseguito e arrestato dai Baschi Verdi con sei chili di marijuana

Larino, inseguito e arrestato dai Baschi Verdi con sei chili di marijuana

Un pusher con ben 6 chili di marijuana ristretto ai domiciliari, denunce e ingenti sequestri. Frutti preziosi dalla lotta agli stupefacenti nell’ambito della provincia di Campobasso promossa dalla Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Campobasso, in sinergia con la intensificazione dell’azione preventiva e di contrasto all’uso di sostanze stupefacenti disposte dal Prefetto del capoluogo molisano e perseguita dalle locali Forze di Polizia, hanno condotto tre distinti interventi nel corso del fine settimana appena concluso. In particolare, nelle campagne di Larino, dopo un intenso inseguimento i Baschi verdi della Compagnia Guardia di Finanza di Campobasso hanno arrestato un 40enne pluripregiudicato ritenuto responsabile del possesso di 6 chilogrammi di marijuana. Il Tribunale di Larino, in sede di udienza di convalida, ha disposto l’applicazione degli arresti domiciliari in relazione al reato di traffico di sostanze stupefacenti. Quindi, sempre nelle campagne di Larino, i finanzieri del Gruppo Operativo Antidroga operavano una serie di perlustrazioni nelle usuali aree di spaccio pervenendo al sequestro, nei confronti di persone rimaste ignote, di 100 grammi di morfina mista ad eroina e 15 grammi di cocaina. Infine, lungo la statale 16 nella zona di Campomarino, le Fiamme Gialle della Compagnia di Termoli procedevano alla denuncia a piede libero di un 21enne trovato in possesso di 200 grammi di hashish. Complessivamente, lo stupefacente sequestrato, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato alla vendita al dettaglio oltre 35.000 euro. Lo sforzo operativo della Guardia di Finanza, nel contrasto ai traffici illeciti di stupefacenti, è certo finalizzato a disarticolare le grandi organizzazioni delinquenziali attive nel grande business legato all’approvvigionamento, stoccaggio, lavorazione, trasformazione e vendita delle diverse tipologie di droghe, ma vieppiù a contrastare l’impiego dei proventi illeciti che, una volta immessi nell’economia legale, vanno a minare le regole del libero mercato e della concorrenza leale.

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