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Roma boccia i conti, la sanità molisana ripiomba nell’incubo

Roma boccia i conti, la sanità molisana ripiomba nell'incubo

La prudenza stavolta forse è davvero troppa. Anche perché la prudenza in nome della quale i dirigenti del Mef bocciano i conti 2018 della sanità del Molise rischia di essere il macigno decisivo sul riordino e sulla possibilità di immaginare servizi e ospedali migliori, innovativi, al passo con il resto d’Italia. La pietra tombale sulla possibilità di dire ai molisani: i vostri sacrifici sono serviti.
Il tavolo tecnico segna un disavanzo di oltre 20 milioni di euro. Regione e Asrem erano andati a Roma con altri presupposti e altre attese. Altre valutazioni condivise con l’advisor e la convinzione che il lavoro svolto meritasse qualche rinascimento. L’azienda sanitaria, ad esempio, che ha messo in ordine il suo bilancio ‘vantava’ un attivo – lo ha riferito anche nell’Aula del Consiglio regionale il governatore – di 800mila euro.
Dopo la riunione il presidente Toma avverte che si rischia di nuovo l’aumento delle aliquote Irpef e Irap e il blocco del turnover che per ospedali che non riescono a trovare medici forse è ancora peggiore di un incremento della tassazione – conseguenza automatica in base alle norme sui piani di rientro – mentre il commissario Giustini invece invita alla calma: rilievi che riguardano il passato, non la sua gestione cominciata pochi mesi fa – precisa ma questo non è in discussione trattandosi dei conti 2018 – e che comunque, assicura, si sta cercando di capire come ‘attutire’.
Stavolta davvero pesano solo i numeri. Sui Livelli essenziali di assistenza, è confermato, il Molise viene promosso e il trend è in aumento. Si dice Lea, si legge: erogazione dei servizi sanitari. Migliorano i tempi di pagamento ai fornitori. Restano adempimenti da rispettare.
Le eccezioni che portano al disavanzo, però, riguardano due aspetti in particolare: il mancato trasferimento di 7 milioni dalla Regione al bilancio della sanità e all’Asrem e l’accantonamento in via prudenziale di oltre 15 milioni per eventuali contenziosi che dovessero nascere sull’extra budget. È questo ragionamento prudenziale che riporta i conti in disavanzo. In pratica, si tratta la produzione dei privati convenzionati oltre il budget assegnato nei rispettivi contratti. Non è detto che Regione e Asrem dovranno pagare quelle prestazioni, ma il tavolo Adduce adesso non transige e ha deciso che vada creato un fondo rischi. Il che, per l’extra budget di Cattolica e Neuromed (privati a gestione diretta della Regione) e delle tante altre strutture convenzionate con Asrem significa oltre 17 milioni (15 sarebbero per i due principali erogatori della Regione).
Che poi l’extra budget possa essere prodotto perché il servizio pubblico è in affanno per i tagli e la riorganizzazione imposta da Roma e quindi i molisani si debbano rivolgere ai privati oltre il limite fissato nei contratti è un tema che ai tecnici del Mef non interessa.
Il governatore Donato Toma ritiene queste eccezioni «davvero poco pertinenti». Rispetto al mancato trasferimento di una quota parte della fiscalità spiega che «non può incidere tecnicamente sul bilancio anche perché il credito viene registrato comunque nel bilancio della sanità». L’accantonamento che genera un corrispondente disavanzo, invece, per lui «ha dell’incredibile. Ci hanno fatto accantonare 15 milioni in più poiché le strutture che hanno fatturato oltre il budget non ci hanno fatto le note di credito». Tutto questo, aggiunge, «potrebbe comportare un blocco del turnover e un aumento della fiscalità. Qualcuno dovrebbe prendersi la responsabilità quanto meno politica di ciò che sta facendo a questa regione. Al tavolo non mi hanno invitato, ma chiederò conto politicamente a di tutto questo». Anche perché, aggiunge, i conti «senza eccessi di prudenza che sono quanto mai dannosi per la sanità erano tendenzialmente in pareggio e nei Lea stiamo migliorando». Poi la stoccata ai commissari Angelo Giustini e Ida Grossi: «Voglio sapere che cosa hanno eccepito e come hanno controbattuto alle eccezioni del tavolo tecnico. Altrimenti il tavolo venga in Molise a vivere la nostra sanità». Dopo aver letto il verbale, conclude, «metterò in campo ogni azione che l’ordinamento mi consente per evitare che i molisani subiscano ingiustizie».
Insieme ai commissari, a Roma c’era la direzione generale Salute con la responsabile Lolita Gallo, insieme ad altri dirigenti fra cui Alberta De Lisio, il direttore generale dell’Asrem Gennaro Sosto e il direttore sanitario Antonio Lucchetti. Bocche cucite da tutti i tecnici.
Parla solo il capo della struttura commissariale nel tardo pomeriggio. Angelo Giustini invita a non fare allarmismo. Anche se era stato proprio lui due mesi fa a rendere pubblica la preoccupazione che, senza il pareggio di bilancio, si potesse tornare a un aumento delle tasse locali e al blocco delle assunzioni. «Ci stiamo adoperando insieme ai Ministeri per capire come intervenire. Ai molisani dico: abbiate la pazienza e la bontà di attendere. Abbiamo preso atto di alcune problematiche che riguardano il passato, adesso verificheremo cosa si può fare».

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