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Pettoranello di Molise, sospeso dal sindaco: il giudice reintegra il tecnico comunale

Pettoranello di Molise, sospeso dal sindaco: il giudice reintegra il tecnico comunale

Con apposito provvedimento, il Tribunale di Isernia ha ordinato al Comune di Pettoranello di Molise la reimmissione in servizio del geometra Massimiano Toto, dipendente dell’ente e responsabile del Servizio.
A darne notizia è la Cisl Fp, che esprime piena soddisfazione per «l’accoglimento del ricorso ex art.700 del tecnico – si legge in una nota -, nostro iscritto, da noi tutelato sindacalmente e difeso in giudizio dall’avvocato Carlo Izzi del foro di Isernia specializzato in diritto del lavoro».
È stata infatti disposta, con ordinanza del Tribunale di Isernia – sezione Lavoro – n.441/2018 NRG in data 11/04/2019, la reimmissione in servizio a far data dallo scorso 11 aprile del lavoratore, sospendendo così l’efficacia del contestato provvedimento di sospensione facoltativa adottato dal sindaco Andrea Nini il primo agosto dello scorso anno. «Come si legge nell’ordinanza del Tribunale – si legge in una nota formata dal segretario generale Cisl Fp Vincenzo Traniello e dal referente Cis Fp di Isernia Feliciantonio Di Schiavi -le eccezioni di illegittimità dedotte contro l’ingiusto provvedimento di Nini, già da noi contestato all’epoca, tra l’altro comprendono la deduzione per cui la suddetta sospensione dal servizio “ha una chiara finalità ritorsiva, in ragione delle segnalazioni all’Anac e all’autorità giudiziaria di irregolarità sugli appalti”. In altri termini si tratta di segnalazioni che geometra Toto aveva diligentemente prodotto nell’adempimento dei propri obblighi d’ufficio nell’interesse della collettività. In accoglimento delle nostre deduzioni, il Tribunale del Lavoro ha dunque accertato i pregiudizi gravi e irreparabili sia sul piano della condizione socio familiare sia sul piano del danno alla salute, che continuerebbe a subire il dipendente a seguito della persistenza dell’ingiusto provvedimento di sospensione dal servizio disposto da sindaco nella qualità e di cui si è appunto ordinata la rimozione degli effetti. Questo sindacato, di conseguenza, ritiene di dover continuare la propria tutela del dipendente significando che essa investe anche l’interesse generale al buon andamento ed alla imparzialità della Pubblica Amministrazione di cui all’art.97 della Costituzione, che spesso nella nostra realtà locale vengono disattesi proprio in danno ingiusto di quei lavoratori pubblici che fanno il proprio dovere e che, forse, proprio per questo diventano “scomodi”. Si coglie altresì l’occasione – si legge infine nella nota del sindacato – di ringraziare l’avvocato Carlo Izzi per l’ottima opera professionale svolta nella difesa in giudizio del nostro iscritto».

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