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«Bilancio senz’anima», il Pd punta il dito e prepara la contromanovra

«Bilancio senz’anima», il Pd punta il dito e prepara la contromanovra

Bordate a Toma, bordate a Conte. Il Pd prepara la battaglia di primavera e si attesta mediaticamente su due fronti.
Intanto, il bilancio che Palazzo D’Aimmo comincerà ad esaminare sabato 27 aprile a partire dalle 14.
«Una copia di documenti precedenti con ‘non scelte’ che non condividiamo e senza un’anima, senza un’idea di sviluppo di questa regione», attacca Micaela Fanelli. I fondi a libera destinazione sono pari a 144 milioni. «Quattordici milioni in più rispetto allo scorso anno – punta il dito Vittorino Facciolla che fino al 22 aprile scorso era assessore regionale – Ma dove sono? Sono aleatorie. La giunta sostiene arriveranno dal recupero di bolli e somme non dovuto per il trasporto locale. Recupereranno meno della metà. Siamo all’opposto di qualunque principio prudenziale. E nonostante questo, diminuisce di un milione la spesa per il sociale. Abbiamo preparato molti emendamenti, siamo convinti che quelli per i soggetti svantaggiati avranno anche il consenso della maggioranza». Secondo Facciolla, questo bilancio, il primo del nuovo governo di centrodestra, avrebbe potuto e dovuto essere quello della ripartenza, «perché noi lo abbiamo depurato da partite fittizie e rimesso a posto. Invece, ci sono volute tre sedute di commissione perché ci spiegassero quali aliquote si applicano, neanche lo sapevano… i tecnici, politici e non!».
L’ex assessore all’Agricoltura non risparmia bordate al suo successore. «In bilancio c’è un accantonamento insufficiente per il cofinanziamento dei programmi europei, significa che i soldi che arrivano dall’Ue non ‘cammineranno’. Quando Cavaliere dice che ha pagato 42 milioni del Psr, ha pagato 42 milioni della nostra programmazione e lo ha fatto perché avevamo appostato il giusto accantonamento: Agea eroga le risorse alle imprese se c’è il cofinanziamento regionale».
Una contromanovra, dunque, quella che porterà in Aula il Pd. Tra le proposte, l’abbattimento dell’Irap nelle aree interne. Il capitolo fiscale è quello più spinoso, anche per via delle risultanze del tavolo tecnico. «Abbiamo chiesto l’audizione dei commissari – spiega Fanelli – ma non è stato possibile ascoltarli».
La capogruppo poi bolla come «spot elettorale a un mese dalle europee» il contratto istituzionale di sviluppo. «Si riaccende la fiducia, come è giusto che sia, se un presidente del Consiglio arriva in Molise due volte in due mesi e tanti sindaci insieme alle parti sociali lavorano ai progetti da candidare. Ma non c’è alcuna certezza, nel Def del governo Conte, sui soldi destinati al Cis. All’Agenzia di coesione ho chiesto se è vero quello che l’ad di Invitalia Arcuri dice sul territorio, e cioè che si rischia di perdere fondi europei e quindi si è trovato nel contratto di sviluppo il mantra… Mi è stato risposto che neanche un euro è a rischio disimpegno». Il rischio, chiosa Fanelli, è che sia un bluff e un boomerang. La richiesta è di portare la discussione in Consiglio regionale e puntare su un unico progetto, strategico per il Molise, da finanziare con il contratto di sviluppo. Per il Pd, il raddoppio della Bifernina, un’arteria veloce a quattro corsie. «Tra l’altro si inaugurano opere e si avviano lavori (l’elettrificazione della ferrovia, ndr), il garbo istituzionale richiederebbe un grazie ai governi precedenti che hanno ottenuto i finanziamenti».

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