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«Non promesse ma soluzioni», la ricetta di Maria Domenica D’Alessandro: cambiamo la città di Campobasso

Idee chiare, obiettivi precisi, «un programma senza sogni, ma con soluzioni ai problemi della città». Ieri il debutto ufficiale di Maria Domenica D’Alessandro, la donna della sintesi su cui ha puntato il centrodestra per tentare la scalata a Palazzo San Giorgio. In platea lo stato maggiore della coalizione, con i coordinatori dei partiti che sosterranno la corsa dell’avvocato 57enne, direttore della Scuola Forense del Molise. In prima fila pure il governatore Donato Toma, l’assessore regionale al Turismo e alla Cultura Vincenzo Cotugno, e Alberto Tramontano, l’uomo del ‘passo di lato’ che, rinunciando all’investitura di Salvini, ha di fatto evitato la spaccatura del centrodestra. Assente, invece, il leader dei Popolari per l’Italia che però ha già ampiamente garantito il suo sostegno al candidato sindaco. Insieme alla lista di Vincenzo Niro, sono già pronte quelle della Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e una lista civica che racchiude anche l’Udc. Non è escluso però il coinvolgimento in extremis di altre due movimenti civici, «che incontreremo nelle prossime ore- ha assicurato Maria Domenica D’Alessandro – per capire se ci sono margini per un’alleanza e per una condivisione del programma».
Programma su cui la coalizione ha lavorato in perfetta sintonia, condividendo idee e obiettivi, frutto della concertazione con i cittadini, le associazioni di categoria e i comitati di quartiere. Sarà presentato nei prossimi giorni, ma l’aspirante primo cittadino svela i punti salienti: «La nostra sarà una politica vera, di fatti – esordisce l’avvocato di fronte alla platea – pronta a dare soluzioni concrete alle esigenze e ai problemi, non sarà una politica fondata sulle promesse. Io ho un sogno: quello di iniziare il mio percorso politico lavorando per Campobasso e per i campobassani, per rendere questa città più vivibile, competitiva e più attrattiva, perché Campobasso non sia solo una città a misura d’uomo, ma anche una città europea. Lo sviluppo della nostra città è possibile, ma è necessario che tutti i cittadini credano in questo nostro programma di trasformazione. Campobasso deve riappropriarsi del suo orgoglio e della sua identità di capoluogo di regione».
Poi le bordate, neppure troppo velate, all’amministrazione uscente a trazione centrosinistra: «Non è più immaginabile che le scuole non siano sicure e che in tempo di campagna elettorale si dica che i problemi sono stati tutti risolti. Non è pensabile che la manutenzione delle strade venga fatta un mese prima delle elezioni. Daremo massima attenzione alla macchina amministrativa che deve essere efficiente ed efficace». Ma la sfida da vincere è certamente arrestare la crisi che sta attanagliando la città: «La nostra azione avrà al centro la persona, servono soluzioni per l’emergenza povertà perché nessuno può essere lasciato indietro. Questo problema si è accentuato con la mancanza di politiche per il lavoro, perciò istituirò un ufficio per il monitoraggio delle situazioni d’emergenza e per i cittadini che stanno vivendo il dramma della povertà.»
E ancora, attenzione per le fasce deboli, anziani e disabili, misure per le imprese, per le start up giovani e per le attività commerciali.
Centrale il tema della sicurezza: «Lotta massima alla droga e contrasto assoluto a ogni dipendenza, sostanze stupefacenti, alcol e gioco d’azzardo. Metteremo in campo – ha proseguito – azioni sinergiche con le istituzioni, i magistrati e un protocollo con le forze dell’ordine per avere presidi stabili davanti alle scuole di ogni ordine e grado».
Infine la valorizzazione del borgo antico «perché non sia una periferia ma il cuore delle città», e delle contrade «che devono essere isolate e avere gli stessi servizi».
Un discorso che riscuote gli applausi del parterre, composto anche da molti volti noti dell’amministrazione targata Gino Di Bartolomeo: da Nicola Gasualdo, a Giuseppe Cimino fino a Nicola Cefaratti. Presenti pure l’ex presidente della provincia Rosario De Matteis, e l’ex numero uno del Cda della Sea Stefano Sabatini.
Le conclusioni sono affidate a Donato Toma, «oggi in veste di esponente del centrodestra – come lui stesso precisa e non come governatore. Sono orgoglioso che la coalizione abbia trovato una sintesi su Maria Domenica D’Alessandro, ma la cosa che mi inorgoglisce di più è che ci sono uomini nel centrodestra che sanno fare anche passi di lato. Grazie Alberto – dice rivolgendosi al consigliere di Palazzo san Giorgio – sei un vero uomo del centrodestra. Perché chi rema per la coalizione non dice “o io o nessuno”, ma dice “se non io, lavoriamo insieme”. Questa coalizione si presenta compatta in tutti i comuni chiamati al voto, il centrodestra si candida per cambiare la città di Campobasso e per farlo dobbiamo vincere».

Ma Du

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