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Campobasso, lavoro e inclusione: la sfida di Maria Antonietta

Ha voluto credere nel progetto e così ha contattato l’associazione per dare il suo contributo. Il ‘pizzaiuolo’ Roberto Miele, titolare de “La taverna dei re”, una delle pizzerie più note del capoluogo, ha deciso infatti di sposare l’iniziativa dell’Associazione italiana persone Down di Campobasso denominato “Chi trova un lavoro trova un tesoro”, dando la possibilità ad una delle ragazze di partecipare ad un tirocinio lavorativo presso la pizzeria di via Crispi.
Ad affrontare questa importante esperienza sarà Maria Antonietta, 21enne di origini venezuelane ma da tre anni residente nel capoluogo molisano, già reduce lo scorso anno di un tirocinio in un importante ostello di Barcellona, l’In-Out, gestito da persone diversamente abili, nell’ambito del progetto internazionale “Trabajadores en camino” finanziato dal programma comunitario Erasmus Plus nell’ambito dell’azione Ka1 Learning Mobility of Individuals (Mobilità ai fini di apprendimento).
Chi trova un lavoro trova un tesoro, invece, è l’iniziativa nazionale finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che punta a coinvolgere giovani adulti con sindrome di Down, per dare loro la possibilità di avvicinarsi al mondo del lavoro attraverso percorsi di orientamento e confronto sul tema realizzando stage e tirocini in diverse realtà aziendali.
È la seconda ‘sfida lavorativa’ quest’anno per i ragazzi dell’Aipd di Campobasso: solo un mese fa Domenico Cornacchione, 27enne di Campobasso e Marco Di Ianni, 36enne di Isernia, accompagnati dall’operatore Manuel Pannitto, hanno infatti svolto un’esperienza lavorativa di 3 settimane presso il Crowne Hotel Plaza di Amburgo.
Ora toccherà a Maria Antonietta mettere in campo la sua competenza e la sua professionalità presso la nota pizzeria. Per i prossimi sei mesi vestirà i panni della cameriera di sala lavorando per 3 ore al giorno, 5 volte a settimana.
Si spera che anche altri imprenditori seguano l’esempio di Roberto Miele e che l’inclusione lavorativa di persone con sindrome di Down diventi una ‘prassi’ anche nel capoluogo molisano.

SL

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