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«La politica è un servizio non un potere e l’antifascismo non è un’opinione ma il valore fondativo della nostra Repubblica»

«La politica è un servizio non un potere e l’antifascismo non è un’opinione ma il valore fondativo della nostra Repubblica»

Arriva accompagnato dalla scorta Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, capolista al sud per il PD nelle prossime elezioni europee del 26 maggio.
L’incontro con i cittadini di Campobasso, per illustrare l’idea d’Europa che il Pd intende mettere in campo per il rinnovo del Parlamento europeo, è avvenuto all’interno della sede elettorale di Antonio Battista, di nuovo in corsa alle elezioni amministrative in rappresentanza del centrosinistra.
La presenza del magistrato, simbolo di integrità e legalità, è «un onore e una soddisfazione», ribadiscono più volte i rappresentanti locali e regionali del partito, primo fra tutti il padrone di casa Antonio Battista che, dopo la presentazione della sua squadra ha passato la parola al magistrato:
«Grazie di avermi fatto assistere ad una rassegna di idee, propositi e pensieri di grande completezza e volontà di rilanciare il Pd – l’intervento di Roberti – ciò vuol dire aver voglia di rilanciare la parte migliore di questo Paese, la parte progressista, democratica, vicina alla gente. La parte che concepisce la politica come servizio e non come potere, cosa a cui invece assistiamo oggi. Qui si concepisce la politica come impegno disinteressato.
Ci troviamo di fronte ad una sfida difficilissima in Italia e in Europa – aggiunge l’ex procuratore – la sfida è contro queste forze che si definiscono nazionaliste ma che in realtà potremmo definire fasciste, scioviniste, populiste. L’Europa è ad una svolta epocale. Bisogna decidere se vogliamo ancora un’Unione Europea o se vogliamo una farsa di Unione Europea. L’Unione in cui crediamo e che vorremmo vedere realizzata, quella dei popoli, dei diritti, quella sognata a Ventotene dai nostri padri fondatori non c’è più. Oggi ci troviamo di fronte ad un’Europa che, a seguito dell’allargamento dei Paesi dell’Est nel 2004, ha assunto un volto diverso e si autodefinisce non un’Unione Europea ma un’Europa delle Nazioni. Salvini vuole una vecchia Europa, quella che nel XX secolo ha prodotto due guerre mondiali con milioni di morti, campi di concentramento, tragedie infinite. Sia ben chiaro, l’Europa delle Nazioni è questo: un ritorno alle tragedie del secolo scorso.
In Europa e in Italia dobbiamo opporci a questo disegno e possiamo farlo solo attaccandoci e difendendo i principi fondativi dell’Unione Europea e della nostra Costituzione. Bisognerebbe avvertire Salvini – commenta – che l’antifascismo non è un’opinione ma il valore fondativo della nostra Repubblica, della nostra Costituzione e della nostra volontà di stare insieme in questa Repubblica democratica fondata sul lavoro. Bisognerebbe farlo capire anche ai cittadini che oggi appaiono molto confusi. Un impegno di questo tipo è assolutamente fondamentale. Così come sarà fondamentale in Europa l’impegno ad affermare questi diritti. Le politiche di coesione ci sono e ci saranno. Noi ci batteremo per un forte incentivo all’economia, allo sviluppo, all’innovazione, ai giovani, all’ambiente e alla parità salariale, tutte riforme che attendono di essere realizzate in Europa. Ci sarà soprattutto l’impegno di affermare il principio di pari dignità di tutti i cittadini europei e affermare l’uguaglianza tra i cittadini».
E parlando di disuguaglianze come territorio fertile per azioni illecite aggiunge: «Le disuguaglianze sociali e le povertà crescenti sono il più grande regalo che abbiamo potuto fare alle mafie che giocano e si ‘ingrassano’ su queste asimmetrie, fanno affari con ricchi senza scrupoli e reclutano nelle file della manovalanza criminali disperati, disoccupati, rassegnati, che non hanno più niente da perdere. Così come la dinamica mafiosa prevede che i capitali illeciti vadano a collocarsi laddove non ci sono indagini e in territori tranquilli. Questi paradisi fiscali ci sono anche nell’Unione Europea. Un’altra grande battaglia sarà dunque quella della parificazione delle aliquote fiscali. È inammissibile, infatti, che nell’ambito dell’Ue ci siano Paesi a bassa fiscalità che attirano capitali sporchi, mafiosi e illeciti. Per questi motivi penso che sia importante vincere su Salvini e sulla Lega su tutto il territorio. Su questo obiettivo sono moderatamente ottimista».
«L’intervento del dottor Roberti è stato chiarissimo – le parole di Battista – c’è la volontà da parte di queste forze populiste di innestare la paura nelle menti del cittadino. Allora li vedi che parlano di sicurezza, o “percezione” della insicurezza. Ha molto insistito, da professionista dell’antimafia, sulla grande diseguaglianza che creano le forze politiche che ci governano. Una diseguaglianza che serve alle mafie per radicarsi sul territorio. Chi governa deve avere ben saldo il principio universale della pari dignità dell’individuo.
Chi ci governa non parla mai di mafia, camorra, ndrangheta, ma parla di paura: il cittadino ha paura.
È il caso di farci due domande. E ancora, Roberti ha parlato dell’antifascismo come valore fondativo della nostra Costituzione, e come al Ministro Salvini tutto questo pare non interessare.
Chissà cosa ne pensa di tutto questo la candidata a sindaco di Campobasso della Lega (ex nord)?» conclude.

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