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D’Alessandro contro tutti: «Battista mai tra la gente, 5 Stelle poco concreti»

Non una semplice sede elettorale, ma un luogo di incontro e di ascolto per accogliere tutti i cittadini che «vogliono capire chi siamo e cosa faremo per Campobasso». Ha accolto così cittadini, candidati e giornalisti Maria Domenica D’Alessandro, l’aspirante primo cittadino del centrodestra, all’inaugurazione della sede elettorale lungo corso Vittorio Emanuele.
Al taglio del nastro diversi esponenti di spicco della coalizione, il coordinatore della Lega Luigi Mazzuto, l’assessore regionale e leader dei Popolari per l’Italia Vincenzo Niro, Nicola Cavaliere, altro inquilino della giunta di Palazzo Vitale, e poi i consiglieri regionali Nico Romagnuolo e Paola Matteo, e anche la ‘pasionaria’ e attuale esponente di Prima il Molise, Mena Calenda.
D’Alessandro parte subito dalle priorità: decoro e sociale. Un settore, quest’ultimo, «davvero carente negli ultimi anni». Poi gli strali all’indirizzo degli avversari: «Battista ha lanciato l’hashtag ‘tra la gente’, peccato che in questi 5 anni i campobassani non lo abbiamo mai visto. E invece la vicinanza ai cittadini è una cosa fondamentale, ascoltarli dare loro un sostegno e una speranza che i loro problemi, col tempo, verranno risolti. Vorrei che la mia squadra, a partire da questo momento, dia questo messaggio di vicinanza. Noi gireremo e continueremo a girare al di là delle campagna elettorale e tutti gli assessori, compreso il sindaco dovranno, stare tra la gente».
Ma ne ha anche per Gravina e i pentastellati: «Durante il quinquennio di opposizione non abbiamo visto nulla di concreto, né sentito la loro voce. Hanno scelto uno slogan che mi ricorda molto quello che scelsi io un anno fa alle elezioni regionali, ‘amministrare per cambiare’. Posso dire che non abbiamo sentito nulla per questa città, per quanto predichino questa loro verginità, forse nelle città dove i 5 stelle hanno amministrato non abbiamo visto nulla di nuovo.
La nostra – sottolinea – è una politica dei fatti, che parte dalle piccole cose. Noi manterremo non ‘le promesse, ma il patto con i cittadini e loro potranno vedere già da subito, dal primo semestre, i segni del nostro amore per la città e il sistema efficiente che vogliamo dare a Campobasso. Rinnovo il monito ai candidati di darci da fare. State facendo tanto, dobbiamo fare ancora un altro passo per arrivare a vincere e amministrare questa città dando veramente un segnale di novità».
Infine l’appello per scongiurare il ballottaggio e lo spettro dell’anatra zoppa: «Ai vostri elettori dobbiamo dire che la prima croce va barrata sul candidato sindaco, perché se non raggiungiamo il 50 per cento più 1 si apre un altro capitolo che non vogliamo aprire e non apriremo».

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