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«Cammino con 3mila euro in tasca», la bella vita della boss

Verranno fissati nelle prossime ore gli interrogatori di convalida degli arresti delle persone coinvolte nell’operazione antidroga Alcatraz. Nel corso del blitz della Mobile di martedì sono finite in manette le due donne che, secondo gli inquirenti, erano a capo del clan. Ramona Mandato e Maria Carmela Stazi avevano colmato il ‘vuoto’ lasciato da Salvatore Stazi, finito in carcere per spaccio.
La compagna e la sorella del detenuto, infatti, oltre a mantenere i contatti all’interno dell’istituto penitenziario ( introducendo microcellulari e droga), gestivano anche il rifornimento e lo smercio di coca ed eroina in città, tra via Liguria e via De Gasperi.
Nel ‘traffico’ erano coinvolti tutti i componenti della famiglia, la madre di Stazi, i nipoti e addirittura il figlio di 4 anni. Ramona Mandato, da quello che è emerso dalla intercettazioni, ‘utilizzava’ i piccolo per non dare nell’occhio ed eludere i controlli delle forze dell’ordine nascondendo la droga nel passeggino. Questi alcuni passaggi delle intercettazioni, che non lasciano spazio ad interpretazioni: «Io sto arrivando a piedi dai passo dalla tangenziale» dice una consumatrice, «eh così mi porto il passeggino», rispondeva la 36enne.
E ancora: «Alle due dove vengo sotto là» – avvisava un’acquirente, «eh vieni davanti alle suore… con la scusa che fai gli auguri a mio figlio», l’escamotage di Mandato.
L’organizzazione ‘offriva’ alla piazza ampia scelta: gli agenti hanno infatti documentato, in 8 mesi di indagine, la vendita di circa 2.500 dosi tra eroina, cocaina, crack, hashish, marijuana, metadone e suboxone.
«Ma scusa ma perché se vendo il crack già pronto non è meglio? – la conversazione della donna con in ‘fornitori’ – al posto di prendere la coca Mario!… ora comincio a prendere il crack già pronto… ora prendo quello… già pronto però… ora domani lo porto… senza che se lo devono preparare loro…»
Un traffico che fruttava alle due boss ingenti guadagni, fino a 3mila euro al giorno. La compagna, pur beneficiando di sussidi dal Comune dichiarando di non aver alcun reddito, viveva quasi nel lusso: si spostava in città esclusivamente in taxi, mangiava quasi tutti al ristorante, e si recava quotidianamente dal parrucchiere e nei centri estetici.
«A me non sono 10 e 20 euro – la conversazione della 36enne con un’amica – io devo camminare con
due/tremila euro, mamma ieri sera per contare quei 50.000 euro ci abbiamo messo 5 volte .. .10 volte a contarli, prima mancavano, poi erano di più, poi erano di meno… ora tutti e 50 li devo mettere in banca eh!… ora che esce papà li aumenta … io mi fermo a 50… già è troppo che ho fatto 50 da quando non ci sta».

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